Psicologi in piazza contro il governo Conte: “Sull’esame di Stato promesse non rispettate”

Gli psicologi interessati a conseguire l’abilitazione professionale sotto al MIUR per contestare le modifiche introdotte, a causa del Covid: “C’è troppa discrezionalità sulle modalità di svolgimento”

Gli psicologi interessati a conseguire l’abilitazione professionale sotto al MIUR per contestare le modifiche introdotte, a causa del Covid: “C’è troppa discrezionalità sulle modalità di svolgimento”
 
Decine di psicologi si sono dati appuntamento sulle gradinate del Ministero delle Pubblica Istruzione. Con slogan e striscioni hanno contestato il governo Conte ed il titolare del Miur, il ministro Manfredi, perchè “non ha rispettato le promesse”.

L'assenza di chiarezza

L’esame di Stato, a causa del nuovo Coronavirus, ha subito profonde modifiche. Prima della pandemia consisteva in tre prove scritte più un colloquio orale. 
“Allo stato attuale invece – ha spiegato Davide Pirrone, portavoce del movimento spontaneo dei 10mila abilitandi in Psicologia-  tutte le prove sono state sostituite da un colloquio telematico di cui continuano a non essere chiare né le modalità né i tempi”.

Troppa discrezionalità

Tra l’altro, segnalano gli psicologi che si sono dati appuntamento sotto al MIUR, “le modalità di valutazione risultano essere diverse da ateneo ad ateneo nonostante si tratti sulla carta di un esame 'di Stato'”. Non solo. Sembra quasi uno scherzo di cattivo gusto, ma nel caso in cui durante la prova d'esame dovesse 'cadere' la connessione - ha sottolineato Pirrone - il candidato viene automaticamente bocciato. Non è pazzesco?”.

Le promesse disattese

La protesta andata in scena il 30 settembre arriva dopo un’altra mobilitazione, svoltasi il 12 giugno. In quell’occasione gli abilitandi sono stati anche ricevuti dal Ministro Manfredi e dai rappresentanti del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi. “Ma da quegli incontri - ha fatto notare PIrrone - non è cambiato praticamente nulla: le linee guida emesse non sono vincolanti e danno comunque agli atenei universitari piena discrezionalità sulle modalità di svolgimento e di valutazione. In ogni occasione di incontro con le istituzioni ci è stata ribadita la volontà del governo ad attuare le modifiche necessarie al fine di accogliere le nostre richieste ma nei fatti, e nonostante tutti i proclami e le dichiarazioni a mezzo stampa fatte dal ministro, finora è rimasto tutto lettera morta”. Insomma, gli psicologi che si apprestano a sostenere l’esame di Stato si sentono presi in giro. La mobilitazione continua.

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