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Provincia, Rosati: "Da Corte dei Conti atto dovuto"

"Questa operazione di valorizzazione del patrimonio non comporterà per la Provincia alcun nuovo costo aggiuntivo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“E’ del tutto naturale e ovvio che la Corte dei Conti sulla base di una serie di articoli pubblicati da un importante gruppo editoriale romano si predisponga  a verificare la fondatezza di tante accuse. Un atto dovuto che rispettiamo. Noi stessi per primi nel corso dell’intera vicenda abbiamo interpellato più volte la Corte dei Conti per orientarci e svolgere tutto a tutela dell’interesse pubblico.
Da parte nostra, con assoluta serenità, continuiamo a ritenere che la razionalizzazione e la valorizzazione del patrimonio messa in atto dalla Provincia rappresenti una innovativa - e per alcuni versi anticipatrice – forma di efficientamento della struttura organizzativa e patrimoniale della Pubblica Amministrazione italiana”.

Lo dichiara in una nota l’assessore provinciale alle Politiche di Bilancio e Finanziarie, Antonio Rosati.

“Passare da 12 diverse sedi, edifici spesso inadeguati ed obsoleti, ad una moderna ed efficiente struttura che ospiterà i dipendenti della Provincia (o dell’Ente che la sostituirà), permetterà notevoli risparmi economici e una migliore organizzazione del lavoro, e rappresenta un esempio di modernizzazione della Pubblica Amministrazione del quale essere orgogliosi. Questa operazione di valorizzazione del patrimonio – continua Rosati - non comporterà per la Provincia alcun nuovo costo aggiuntivo perché attraverso l’alienazione  dei suoi beni attuali l’Ente recupererà le risorse necessarie all’acquisto della nuova sede, e i cittadini ci guadagneranno sia in termini economici che in termini  di efficienza. Questa operazione a seguito di scelte compiute nel 2005, oggi si inserisce in quella strategia di riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione che la Provincia persegue da anni e che ci ha portato, caso raro in Italia, ad abbattere in 4 anni il debito di 300milioni di euro”. “L’operazione, se pur complessa, è molto solida. L’unico criterio che abbiamo seguito – conclude - è la difesa dell’interesse pubblico rispetto agli interessi privati, criterio che continueremo a seguire con assoluta determinazione e serenità”.

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