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Sfratti, ecco il protocollo che resta nel cassetto. Ora Zevi dovrà riprendere il discorso con il prefetto Giannini

La bozza è a Palazzo Valentini da ottobre 2022, ma i cambi tra Piantedosi e Frattasi e poi l'arrivo di Giannini dopo alcuni mesi di buco hanno bloccato tutto. L'obiettivo è avere una lista per individuare alloggi alternativi

Il 13 ottobre 2022 l'assessore al patrimonio e alla casa di Roma Capitale depositò in prefettura una proposta di protocollo d'intesa per la graduazione degli sfratti a Roma. Nove giorni dopo l'allora inquilino di Palazzo Valentini, Matteo Piantedosi, divenne ufficialmente ministro dell'Interno del governo guidato da Giorgia Meloni. Da quel momento, tutto il lavoro fatto da Campidoglio, prefettura, commissioni capitoline e sindacati di inquilini e proprietari si è fermato, finito in un cassetto da qualche parte a via Quattro Novembre 119. Nel frattempo, ogni giorno, le forze dell'ordine nella Capitale bussano alle porte di famiglie morose per farle andare via da appartamenti di privati, senza che i servizi sociali riescano a offrire alternative adeguate. Quando ci sono, comportano la dispersione dei nuclei in centri d'accoglienza e case famiglia. 

La richiesta al prefetto di aprire un tavolo su sgomberi e sfratti

La questione del protocollo d'intesa "antisfratti" è riemersa di recente, grazie a una lettera inviata da alcuni consiglieri di maggioranza all'attuale prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Pd, Roma Futura, SCE, Civica Gualtieri e Demos chiedono un incontro, con lo scopo di aprire un tavolo interistituzionale sul tema degli sgomberi e degli sfratti. Al centrosinistra non fa impazzire che le forze dell'ordine, con blitz di primo mattino, mettano fuori casa intere famiglie con minori, disabili, anziani, donne sole. Soprattutto perché quando è successo, per esempio a Primavalle tra l'8 e il 15 giugno, non sembra ci fossero i servizi sociali sul luogo, pronti a dare assistenza a chi era senza un tetto sulla testa. La stessa consigliera Nella Converti, presidente della commissione politiche sociali, ha voluto avviare delle verifiche e in una recente commissione sul tema ha chiesto: "C'erano gli uffici sul luogo? Com'è possibile che una donna sola con figli, vittima di violenza, non avesse alternative per andare a dormire?". E così è ripartita la macchina. 

Il protocollo antisfratti, un discorso iniziato ad aprile 2022

Una macchina che ad aprile 2022 aveva portato ad un incontro in prefettura. Piantedosi, che sul "da casa a casa" ha basato l'azione di sgombero delle occupazioni romane, più di un anno fa aveva accolto a Palazzo Valentini l'assessore Tobia Zevi e un gruppetto di capitolini, tra i quali Converti, Luparelli e Ciani. Sembrava che da lì a breve dov'essere uscire fuori qualcosa di concreto, un documento da sottoscrivere e presumibilmente sottoporre all'assemblea capitolina per gestire con maggiore tempismo gli sfratti e gli sgomberi, evitando drammi sociali. Niente da fare. A ottobre, proprio pochi giorni dopo l'invio di una bozza da parte di Zevi, Piantedosi se ne va al Viminale. Arriva Bruno Frattasi e il discorso non viene, apparentemente, mai ripreso. Poi se ne va anche Frattasi, giusto il tempo di digerire l'ordinanza di Gualtieri sulla residenza agli occupanti. Il 9 marzo ha lasciato la sede e solo l'11 maggio Lambergo Giannini si è insediato al suo posto. Tre prefetti in un anno, con un buco di due mesi tra gli ultimi due, hanno sostanzialmente azzerato l'interlocuzione tra le parti. 

Cosa contiene la bozza inviata da Zevi a Piantedosi 9 mesi fa

Un vero peccato, perché all'interno della bozza di protocollo che RomaToday ha potuto visionare, gli obiettivi sono svariati e sono chiaramente incentrati sulla previsione delle situazioni più critiche, evitando di lasciare soggetti fragili in strada. Innanzitutto è centrale il coordinamento tra prefettura, Comune, Ater, Questura e tribunale. Conoscere con anticipo adeguato l'elenco degli sfratti previsti, potersi interfacciare con gli avvocati e con gli ufficiali giudiziari e nel frattempo reperire alloggi disponibili dove collocare le situazioni più a rischio è fondamentale. "L’obiettivo del presente protocollo - si legge - è consentire ai singoli o ai nuclei familiari sottoposti a sfratto, che si trovano in difficoltà economiche, di raggiungere, con il sostegno dei contributi previsti, l’intesa con il locatore che consenta di mantenere la disponibilità dell’alloggio attraverso il pagamento delle morosità accumulate, ovvero di poter accedere a una diversa soluzione abitativa in caso di sfratti già convalidati e giunti alla fase esecutiva". Un altro passaggio chiave: il Comue, che sta per approvare in consiglio il Piano Casa, vuole potenziare il welfare abitativo e intervenire in solido, dando strumenti concreti a chi è sotto sfratto e garanzie maggiori ai proprietari. E infatti: "Roma Capitale si impegna ad aumentare l’efficacia degli strumenti di welfare abitativo - continua la bozza -, che opportunamente modulati potrebbero garantire un tempestivo intervento a tutela delle parti prima dell’eventuale citazione in tribunale". 

Sapere i tempi di un ritorno al dialogo è al momento impossibile, anche perché di incontro tra l'assessorato e il nuovo prefetto ad oggi ce n'è stato solamente uno. I consiglieri firmatari della richiesta sono in attesa di un riscontro e sperano, presto, di poter tornare a discutere di graduazione degli sfratti in una città dove ne vengono eseguiti oltre 5.000 in un anno

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