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Concorsone, esplode la rabbia dei partecipanti: "Raccomandati a nostra insaputa"

Sventolano buste bianche, chiuse, non trasparenti e rivendicano il loro diritto a procedere con il maxi concorso, perché "col futuro non si scherza"

Sventolano buste bianche, chiuse, non trasparenti e rivendicano il loro diritto a procedere con il maxi concorso, perché "col futuro non si scherza". Duecento dei partecipanti alle procedure concorsuali per entrare nell'esercito di dipendenti pubblici del Comune di Roma, hanno occupato piazza Santi Apostoli questa mattina.

La protesta riguarda la notizia diffusa dal Campidoglio venerdì: tutte le 22 prove potrebbero essere annullate per presunte irregolarità legate all'anonimato delle buste. Inizialmente l'indagine riguardava esclusivamente il concorso della Polizia Municipale, da tempo sospeso. Poi si è allargata. E ora nella lente della Commissione d'Esame capitolina ci sono finiti tutti. Tutti e 22 i concorsi indetti nel 2010. 

Ma chi è già stato assunto e chi ancora in attesa di completare le prove o di conoscerne l'esito non ci sta a ripartire da zero. E questa mattina e' sceso in piazza per protestare contro l'eventuale cancellazione degli esami sostenuti.

IL VIDEO DELLA PROTE STA

Una delegazione del comitato '22 prove per la giustizia', nato proprio venerdì per dire "no" all'annullamento del Concorsone, è stata ricevuta in Campidoglio per il verdetto finale. La decisione sul destino della maxi prova verrà annunciata oggi da un'apposita Commissione d'Esame.

Intanto i manifestanti cercano di tutelarsi. Sul lato sinistro della piazza due banchetti per due raccolte firme: una per chiedere al sindaco Marino di procedere con il concorso, l'altra per avviare un'eventuale azione legale nel caso in cui la prova venisse effettivamente annullata. 

Nel documento rivolto al primo cittadino si sottolinea che "nessuno dei candidati ha constatato la sussistenza delle gravi violazioni da lei denunciate relative alla scarsa opacità delle buste contenenti le schede anagrafiche".

"Ci rincresce - prosegue - in vero prendere atto che le affermazioni proferite offendono gravemente non solo la rispettabilità dei candidati che risultano vincitori delle graduatorie già pubblicate ma anche e soprattutto quella degli oltre 80 commissari, dirigenti di Roma Capitale, che hanno proceduto alla correzione dei nostri elaborati".

"Facciamo infine presente che proprio in forza della nostra fiducia nella giustizia siamo pronti a tutelare i nostri diritti in sede giudiziale e/o a richiedere - qualora dovessero realmente emergere gli asseriti e non creduti vizi delle procedure - tutti i danni subiti, patrimoniali e non, riconducibili alla lesione dei nostri superiori interessi alla correttezza ed alla regolarità delle prove scritte che Roma Capitale avrebbe dovuto garantirci". La richiesta è che "vengano concluse tutte le procedure concorsuali regolarmente bandite".

Tanti i racconti testimonianza che da ore rimbalzano sulle bacheche dei social network. "Ho partecipato al concorso e non ho riscontrato irregolarità: la preselettiva è stata blindatissima con correzione dei questionari a mezzo di procedure informatizzate immediatamente dopo l'espletamento della prova e con tanto di telecamere; allo scritto l'anonimato è stato garantito con il metodo della doppia busta. L'unica irregolarità sono stati i tempi biblici e il fatto che ci hanno fatto sputare sangue sui libri per due anni". Così su Facebook uno dei partecipanti.

E ancora: "Ci piacerebbe sapere cosa intendono per 'provvedimenti necessari per tutelare tutte le persone che hanno partecipato ai concorsi, in particolare i giovani che si sono spesi mesi a studiare le prove', e soprattutto per chi non potrà partecipare di nuovo per questioni di età. A questo punto purtroppo mi viene da pensare che l'annullamento dei 22 concorsi sia un modo per piazzare i propri di protetti". 

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