Politica Tufello / Via Scarpanto

Apertura con proteste per la stazione Jonio, sit-in degli ex operai nei cantieri metro

"E' un'enorme presa in giro" la denuncia. Alla protesta organizzata dai sindacati edili romani anche gli ex dipendenti Intermetro

Non sono mancate le proteste questa mattina durante l'inaugurazione del nuovo capolinea della metro B1 Jonio. Ad attendere l'assessore alla Mobilità capitolino Guido Improta alcune decine di lavoratori che in passato hanno lavorato nei cantieri delle metropolitane aderenti alle sigle sindacali dell'edilizia romana,  Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. Tra loro anche i lavoratori di Intermetro, società che per anni si è occupata per l'amministrazione capitolina per la costruzione delle metropolitane che però non sono mai stati ricollocati dentro a Roma Metropolitane.

IL VIDEO - Faccia a faccia tra l'assessore e i lavoratori licenziati

Un rumoroso presidio davanti all'ingresso della nuova stazione metro in via Scarpanto a Val Melaina. “E' un'enorme presa in giro” hanno denunciato i lavoratori presenti. “Questa è l'ennesima inaugurazione sulla rete metro della Capitale fortemente in ritardo nei tempi di realizzazione e con dei costi per la collettività cresciuti senza limiti a causa del sistema delle cosiddette 'varianti migliorative'" la denuncia dei sindacati. “A oggi sono stati spesi miliardi di euro che si sarebbero potuti investire per dotare la città di un sistema di trasporto di livello europeo, invece queste opere sono diventate l'emblema dell'inefficienza del 'sistema Italia”. A far scattare la protesta le migliaia di posti di lavoro persi nel settore, anche in relazione alla realizzazione delle infrastrutture nella Capitale. “Molte delle aziende che vi operano falliscono, centinaia di lavoratori perdono il posto di lavoro”. Presenti anche i dipendenti Intermetro: “Si tratta di progettisti altamente specializzati che aspettano da anni di essere ricollocati".

I rappresentanti delle tre sigle, "stanchi degli annunci che si susseguono", con la protesta di oggi chiedono "alla politica di assumersi le proprie responsabilità. Vogliamo per i lavoratori e per i cittadini tempi certi e brevi per il termine dei lavori, immediata partenza delle opere già progettate e salvaguardia delle opere già progettate e dei livelli occupazionali”.

L'assessore, incalzato dalle proteste, ha spiegato di avere un appuntamento giovedì con i sindacati. “Ho preso un impegno su Intermetro dal primo giorno che mi sono insediato, ma è un problema di ordine nazionale e il vicesindaco Nieri lo ha già rappresentato al ministro Madia” ha spiegato. Per Improta “i lavoratori Intermetro paradossalmente non sono stati tutelati in passato da Roma Metropolitane e ora si ritrovano in mezzo a una strada. Se la precedente amministrazione pensato solo ad assumere in Atac noi che possiamo fare?”.

Diversa invece per l'assessore la situazione degli operai che in passato hanno lavorato nei cantieri: “Bisogna trovare due soluzioni diverse: “Chi ha finito di lavorare nei cantieri deve trovare un nuovo lavoro nell'ambito del settore privato. La vicenda Intermetro invece è paradossale, si tratta di lavoratori che lavoravano per l'amministrazione comunale e che non sono stati assorbiti da Roma Metropolitane perchè dovevano completare dei lavori per conto dell'amministrazione e poi alla fine si sono ritrovati senza posto di lavoro. È una situazione kafkiana che va risolta nell'ambito del pubblico impiego”.

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