Campidoglio, tensione tra vincitori del concorso e sindacalisti: "Ritirate il ricorso"

La protesta in via del Tempio di Giove: "Al Consiglio di Stato per annullare la procedura concorsuale". La Cgil Fp avanza dubbi di illegittimità: "Niente contro i lavoratori"

Momenti di tensione questa mattina al dipartimento Risorse Umane di Roma Capitale in via del Tempio di Giove, proprio dietro al Campidoglio. Un gruppo di vincitori di un concorso comunale per la categoria B1 'operatore rilevazioni sistemiche' per un posto di lavoro a tempo determinato (24 mesi) si è presentato presso la struttura in occasione del tavolo istituzionale sul salario accessorio tra i tecnici capitolini e i sindacati. Nel mirino dei lavoratori proprio la Cgil Fp che “dopo aver presentato lo scorso anno un ricorso al Tar sollevando dubbi di legittimità verso la procedura seguita dal concorso, ora si è appellata anche al Consiglio di Stato” spiega Marco Geresia di Articolo 35. "E' molto tempo che siamo stati giudicati idonei ma non siamo più stati assunti". Ribatte Amedeo Formaggi della Cgil Fp: “Non c'è nessun intento di danneggiare i lavoratori. Un anno fa avanzammo ricorso verso un'operazione che giudichiamo non corretta dal punto di vista contrattuale. Il ricorso al Consiglio di Stato è un atto dovuto”.

LA PROTESTA – Sono circa una quarantina i vincitori del concorso, per la maggior parte impiegati per un certo periodo di tempo nell'amministrazione capitolina, che questa mattina si sono presentati fuori dagli uffici di via del Tempio di Giove. E non sono mancati momenti di tensione con tanto di urla tra i lavoratori e i sindacalisti presenti, situazione che ha reso necessario l'intervento dei vigili urbani presenti. Intanto un gruppo di persone srotolava lo striscione 'Cgil nemica dei lavoratori' firmato 230 B1. I vincitori del concorso in questo infatti sono 230. Calmate le acque, in seguito a un confronto chiarificatore tra le parti, ad alcuni rappresentanti dei lavoratori è stato permesso di partecipare al tavolo.

I MOTIVI - “Esprimiamo sdegno e preoccupazione di fronte all'ennesima azione legale intentata da parte della Cgil Fp volta a far annullare la procedura concorsuale in questione in spregio della drammatica situazione di centinaia di incolpevoli persone risultate vincitrici di un concorso pubblico” si legge in un comunicato stampa a firma dei comitati 'Articolo 35' e 'Giro'. Nel mirino il ricorso, prima al Tar, poi al Consiglio di Stato, contro le modalità di svolgimento del concorso nonostante “il parere dell'avvocatura capitolina in ordine alla percorribilità giuridica relativa alle opzioni assunzionali rispondeva favorevolmente”. Il tutto, secondo i lavoratori, con “indifferenza rispetto alla situazione lavorativa drammatica di 230 donne ed uomini di cui la maggioranza disoccupati ed in condizioni di vera indigenza” scrivono chiamando la mobilitazione generale.

IL SINDACALISTA - “Non c'è alcun intento di agire contro i lavoratori” spiega a Romatoday Amedeo Formaggi della Cgil Fp. “Si tratta di un ricorso avanzato a Tar circa un anno fa ed ora, nei termini di legge, è stato fatto appello al Consiglio di Stato. Lo abbiamo avanzato perché secondo noi quell'operazione non è corretta dal punto di vista contrattuale”. Continua Formaggi: “Con i lavoratori abbiamo già chiarito la situazione e spiegato che la loro mancata assunzione non è nostra responsabilità ma da addebitarsi all'amministrazione che non ha ancora deciso il da farsi. Niente impedisce a un'amministrazione di assumere a fronte di ricorsi. La trattativa è con il comune” conclude annunciando che nei prossimi giorni il sindacato si è reso disponibile per un incontro 'ad hoc' con i lavoratori in modo da chiarire la posizione.   

LA CGIL -Commenta la Cgil: "Non rinunciamo alla difesa della legalità. Avevamo chiesto infatti alla precedente amministrazione di spiegare le motivazioni e i criteri che l'avevano spinta a ricorrere in gran segreto al lavoro interinale eludendo il dettato contrattuale e il confronto al tavolo delle trattative" si legge in una nota. "Successivamente avevamo espresso dubbi circa la legittimità del percorso concorsuale per l'assunzione di 230 operatori avvenuto in fretta e furia durante la scorsa campagna elettorale e che avrebbe creato nuova precarietà all'interno del Comune di Roma. Dubbi che non sono stati fugati neanche dall'attuale amministrazione e che ci hanno portato ad adire a vie legali" continua la nota. "La Cgil rimane disponibile ad ogni confronto. Abbiamo una posizione trasparente ed abbiamo proposto a chi ci insulta un incontro per il prossimo 4 giugno l'apertura di un dialogo. Registriamo, però, anche in questo caso,  l'incapacità dell'amministrazione di assumere una decisione, cosa non fatta da oltre un anno".

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L'APPELLO ALLA POLITICA - "E’ preoccupante il silenzio della politica" dichiarano i presidenti dei due comitati Alessandro Cirimbilla e Marco Geresia. "Tutto ciò in barba alla disperazione di chi, vincitore di un concorso pubblico, ancora ad oggi non ha notizie sulla propria assunzione. I fatti di questa mattina dovrebbero perlomeno accendere un barlume di attenzione nei confronti di 230 famiglie che, esasperate, hanno manifestato per l’ennesima volta tutta la loro preoccupazione. Dalla politica romana ancora attendiamo una risposta".

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