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No alla residenza per gli occupanti di Spin Time. E le famiglie scendono in piazza

Presidio fisso a via Petroselli di fronte alla sede dell'anagrafico. Da oltre un anno 70 famiglie sulle 150 di via Santa Croce in Gerusalemme non riescono a ottenere l'iscrizione come previsto dalla direttiva di Gualtieri che deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi

La scure di uno sgombero, l'impossibilità di ottenere la residenza. Gli occupanti di Spin Time, edificio in via Santa Croce in Gerusalemme all'Esquilino, si trovano tra l'incudine e il martello. Per questo da martedì 14 maggio decine di famiglie, oltre ad attivisti e studenti solidali, sono in presidio di fronte alla sede dell'anagrafico centrale di via Luigi Petriselli. 

No alla residenza agli occupanti di Spin Time

La questione è legata alla possibilità di iscrivere la residenza nonostante lo status di occupante abusivo. Nel novembre 2022 il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato una direttiva che deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi del 2014, che vieta questa possibilità. In due anni (dal 15 dicembre 2022 al 15 marzo 2024) le richieste presentate sono state 5.443, di cui 2.916 accolte, il 40%. Nel municipio del centro storico, però, c'è l'occupazione di Spin Time, ormai da oltre dieci anni: 150 famiglie di 28 nazionalità differenti sulle quali pende un ordine di sgombero, il che mette l'edificio ai primio posti della lista della Prefettura di Roma. A quanto denunciano gli attivisti, 72 nuclei da oltre un anno hanno presentato richiesta di residenza, ma senza ricevere risposte. 

Il presidio a via Petroselli

L'assenza di iscrizione anagrafica comporta una serie di conseguenze. Non è possibile avere una carta d'identità, la tessera sanitaria, un conto corrente bancario, l'accesso alla mensa scolastica e ad altri servizi per l'infanzia e non solo. L'alternativa sarebbe quella di richiedere la residenza fittizia (via Modesta Valenti), ma fino a poche settimane fa le modalità erano ancora macchinose, superate poi da una nuova delibera di giunta. Per questo decine di occupanti, insieme agli attivisti dei movimenti per la casa, alla rete de "La Bella Lotta" ed esponenti del centrosinistra romano si sono radunati sotto la sede dell'anagrafico centrale di via Luigi Petroselli chiedendo di sbloccare la situazione. 

Le pressioni sulla Procura

Il cortocircuito, a quanto pare, è tra il municipio e la Procura della Repubblica, che come in altri casi di stabili privati occupati, ha posto sotto sequestro l'edificio dell'Esquilino. Secondo una circolare inviata a tutti gli uffici anagrafici territoriali, infatti, nel caso di una richiesta di residenza proveniente da un palazzo sequestrato, deve partire una comunicazione alla Procura. Ne basta una, al primo nucleo che presenta l'istanza. Dopo la risposta dal Palazzo di Giustizia, si può procedere. Nel caso di Spin Time, però, non sarebbero mai arrivate risposte e come fa sapere anche la presidente del I municipio, Lorenza Bonaccorsi, la Procura non ha ancora firmato il nulla osta: "Stiamo continuando a chiedere risposte - ha detto la minisindaca, che ha incontrato gli occupanti - e abbiamo ribadito tutto il nostro impegno. "Lo sgombero che pesa sulle teste di 140 famiglie - prosegue l'assessora al sociale Claudia Santoloce - è un macigno che pesa sul loro futuro, su quello dei loro bambini. Un ostacolo ingiusto che non può lasciarci indifferenti".

FdI: "Non si tocca la proprietà privata"

Oggi, mercoledì 15 maggio, è previsto un incontro a Palazzo Valentini con il Prefetto a partire dalle 16.30. Alle 18 gli attivisti e gli occupanti si riuniranno di nuovo a via Petroselli per informare tutti su quanto verrà detto durante la riunione.  Nel frattempo, dal centrodestra arrivano bordate: "Non è possibile concedere la residenza in un immobile privato - attacca Federico Rocca, consigliere capitolino di FdI - e lo dovrebbe capire anche chi, come il centrosinistra a Roma, è spudoratamente di parte e ha l'allergia a far rispettare le regole. Storicamente in questa città hanno sempre sostenuto tutte le occupazioni possibili e immaginabili. Ma concedere l'occupazione comporterebbe la violazione della proprietà privata e il Comune non può decidere a casa di altri. Iprofessionisti delle occupazioni si mettano l'anima in pace e smettano di organizzare proteste sul nulla cercando inutilmente sponde nei loro amichetti che sono in Campidoglio".

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