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Foto Facebook Fp Cgil Roma Lazio

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Sanità privata, protesta alla sede di Aiop Lazio: "Non firma la pre-intesa per il nuovo contratto, atto vergognoso"

La mobiltazione è stata indetta da Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio

I lavoratori della sanità privata del Lazio, questa mattina, si sono riuniti in presidio sotto la sede dell'Associazione dell'ospedalità privata, Aiop, nel quartiere Prati. La mobiltazione, indetta da Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, è scattata in seguito alla decisione dell'organizzazione della sanità privata laica della regione di non firmare la preintesa già sottoscritta dai sindacati a livello nazionale. I lavoratori della sanità privata, infatti, che nel Lazio rappresenta circa il 40 per cento, per un totale di circa 25mila dipendenti, non vedono il rinnovo del proprio contratto da ormai 14 anni e hanno mantenuto salari più bassi rispetto ai colleghi che lavorano presso strutture pubbliche. La trattativa è andata avanti per anni e nelle scorse settimana era stata raggiunta una preintesa sottoscritta da tutte le organizzazioni a livello nazionale, compresa l'Aiop. La decisione dell'Aiop Lazio di non sottoscriverla ha così suscitato la protesta dei sindacati che l'hanno definita "un atto vergognoso".

Secondo i segretari regionali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, rispettivamente, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, che questa mattina dopo la protesta hanno incontrato i vertici dell'organizzazione regionale, la motivazione "è la poca fiducia che l’Aiop regionale riporrebbe nell’impegno delle istituzioni regionali rispetto all’incremento di tariffe e budget per il finanziamento dei servizi alla salute". Il rischio, per i sindacalisti, è "di portare all’impasse il sistema sanitario regionale e di mettere in gravissima difficoltà i 25mila operatori che, insieme ai colleghi delle strutture pubbliche, hanno fin qui tenuto in piedi le prestazioni di cura e assistenza anche durante la pandemia e nonostante i diritti negati".

Continua la nota: "I lavoratori della sanità privata si sono stra-guadagnati un rinnovo che li vede indietro di 4 tornate contrattuali. Hanno dato prova di fronte a tutta la comunità di uno spirito di servizio e di un senso di responsabilità straordinario. Le loro professionalità sono insostituibili e deve essere garantito il riconoscimento economico e contrattuale che è dovuto loro. La Regione Lazio, che ha competenza esclusiva sulla regolamentazione e il finanziamento del Ssr, non può restare a guardare", concludono i segretari regionali di categoria. "L’accordo nazionale prevede che entro luglio i lavoratori della sanità privata abbiano un nuovo contratto. Se così non sarà, prepareremo una lotta senza quartiere contro questa vergogna e questa ingiustizia".

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