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Termini, conto alla rovescia per la chiusura di bar e fast food: protestano i lavoratori, 78 a rischio esubero

Nella stazione di Roma chiudono le attività di Chef Express, il presidio dei lavoratori per dire agli esuberi: "Trattati come numeri"

A due settimane dalla chiusura di bar, fast food, pizzerie e paninoteche di Termini in cui per anni sono stati occupati, i lavoratori del gruppo Chef Express hanno manifestato davanti alla stazione romana contro gli esuberi annunciati dalla società. 78 le persone che, in seguito alla scadenza del contratto di locazione e la volontà di Grandi Stazioni di destinare quegli spazi di somministrazione a marchi di moda, rischiano di perdere il posto di lavoro. Entro il 30 novembre serrande tirate giù per attività come Mr.Panino, Rossosapore e Moka Cafè.

La protesta dei lavoratori di Chef Express a Termini

“I lavoratori hanno manifestato contro la dichiarazione di 78 esuberi da parte di Chef Express  esprimendo tutta l'immeritata tensione, o vera e propria disperazione, che stanno provando. Purtroppo, la società è rimasta sorda a ogni richiamo, e Grandi Stazioni ha rifiutato di riceverli, sfuggendo al confronto con un atteggiamento vergognoso" - hanno detto a margine della manifestazione Cristina Silvestri, della Fisascat-CISL Roma, ed Enzo Pascale, della UilTucs Roma e Lazio. 

Termini cambia volto e si svuota, chiude anche lo storico Mc Donald's. Lavoratori a rischio

Stazione Termini: tra bar e pizzerie 78 esuberi

“E’ incredibile che settantotto famiglie debbano pagare il prezzo della pandemia, e di scelte a dir poco miopi di Grandi Stazioni, che pare non avere alcuna sensibilità sulle ricadute sociali che le proprie decisioni potrebbero  andare a determinare”. La richiesta dei sindacati alla società che gestisce gli spazi di Termini è quella di fare un passo indietro sulla scelta fatta: proroga del contratto di locazione per avere un maggiore arco temporale, con la crisi sanitaria si spera alle spalle, nel quale trovare un’altra collocazione ai lavoratori.

“Da anni, le lavoratrici e i lavoratori che oggi rischiano il posto, sono occupati all’Interno della stazione. Si tratta di una grande famiglia, che - hanno concluso Silvestri e Pascale - rischia di essere improvvisamente distrutta. Queste stesse persone oggi sono diventate numeri: per parte nostra, non faremo alcun passo indietro, restando, come sempre al loro fianco".
 

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