Anagnina, protesta dei lavoratori di Ikea: "No al taglio dei nostri stipendi"

Anche i dipendenti del punto vendita romano, così come quelli del resto d'Italia, si sono radunati in presidio "contro la la disdetta del contratto integrativo"

Quarto giorno di presidio oggi per i lavoratori di Ikea Anagnina "contro la disdetta del contratto integrativo, che riguarda i negozi di tutta Italia". Lo stato d'agitazione è stato indetto unitariamente da diverse sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil e Flaica Cub. "Con questa decisione i nostri stipendi part time verrebbero decurtati di circa il 20%" denuncia a Romatoday una lavoratrice dipendente dell'azienda svedese da 16 anni. "Basta fare due calcoli per capire che non ci stanno tagliando il superfluo ma l'essenziale: io prendo tra i 750 e gli 800 euro al mese. Se mi tagliano 150, 200 euro la mia famiglia è condannata a fare la fame" continua.

Quattro i punti che Ikea vorrebbe modificare alla base della protesta: "Prima di tutto un taglio alle maggiorazioni per domeniche (70%) e festivi (130%) che l'azienda vorrebbe ridurre adeguandole a quelle previste da altri contratti dello stesso settore in Italia. In secondo luogo vorrebbero toglierci il premio aziendale che, nel caso del mio stipendio, è di 59.50 euro al mese" continua la lavoratrice. terzo punto: la flessibilità negli orari di lavoro. "Ikea vorrebbe organizzare il nostro impiego concentrandolo in base ai periodi di maggior flusso nei punti vendita" continua. E infine una rimodulazione dei parametri per il calcolo del premio produzione, "parametri su cui il singolo lavoratore non può influire".

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I lavoratori sono decisi ad andare avanti fino in fondo. "I lavoratori e le loro famiglie non possono permettersi di vedersi decurtare lo stipendio in questo modo". L'appello è anche agli utenti: "Lo slogan su Facebook è 'Se tagli il personale perdi un cliente abituale'". 

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