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Eur Spa, i lavoratori in piazza chiedono il rispetto dei diritti e il pagamento del premio di risultato

Da ormai sei mesi Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato d'agitazione, che prosegue. L'ente pubblico sta cambiando governance e poche settimane fa si è dimessa l'ad Cossellu

Prosegue lo stato d'agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Eur Spa. Martedì 21 maggio Cgil, Cisl e Uil hanno convocato i dipendenti dell'ente (90% MEF, 10% Comune di Roma) per un sit-in di protesta di fronte al Palazzo dei Congressi, dove si sta tenendo il Forum PA. 

Lavoratori Eur Spa in piazza

I motivi della protesta sono gli stessi che, ormai sei mesi fa, hanno spinto le segreterie regionali e nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e UilPa a iniziare uno stato d'agitazione che coinvolge oltre un centinaio di dipendenti. In primis, spiegano, una carenza di dialogo con la dirigenza sui temi dei diritti dei lavoratori: "Continua a mancare una corretta relazione sindacale su tutte le questioni riguardanti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori - si legge nella nota congiunta - non rispettando i temi e i tempi previsti dal CCNL Federculture". 

Il premio di risultato non erogato

C'è dell'altro, però. I sindacati rivendicano il premio di priduzione per chi "grazie al proprio impegno ha permesso di raggiungere un risultato di bilancio di 15 milioni di euro di utile". Cgil, Cisl e Uil ricordano che "durante gli incontri intercorsi dal 2023 a oggi non. mai stata data risposta concreta alla richiesta". Dal 14 novembre in poi, cioè da quando è iniziato lo scontro tra lavoratori e governance "si è constatato che l'azienda non ha intenzione alcuna di riconoscere quanto dovuto". 

Rapporti difficili 

Il 7 maggio l'amministratrice delegata Angela Cossellu ha annunciato all'assemblea dei soci le sue dimissioni, in anticipo rispetto a quanto previsto (ci sarà un'assemblea a metà giugno), restando però in carica su richiesta del presidente Enrico Gasbarra. In due anni di mandato, la manager non ha avuto un rapporto sereno con i sindacati. Come si legge nel comunicato che lanciò l'agitazione sei mesi fa, per le sigle confederate "l'ad Cossellu nei fatti sta gestendo Eur Spa non come se fosse un'azienda controllata dal pubblico, ma come un fatto privato. Non sono chiari gli obiettivi e le iniziative per il rilancio, nulla viene concordato con le oo.ss. sulla valorizzazione del personale, le progressioni di carriera e l'erogazione del premio di risultato come previsto dal CCNL". 

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