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Il contact center del Comune stacca i telefoni: protestano i lavoratori dello 060606

Il sit-in in Campidoglio contro il passaggio dal contratto delle Telecomunicazioni a quello della Cooperazione Sociale: "Peggiora condizioni". Replica la aCapo che gestirà il servizio: "Tutele e retribuzione dignitosa"

I lavoratori dello 060606 in protesta. Dal 1 ottobre il contact center del Comune di Roma, il servizio che da anni fornisce in modo rapido ed efficiente informazioni su tutti gli uffici e i servizi di Roma Capitale, passerà alla Cooperativa Sociale Integrata aCapo che ha vinto l’appalto. 

Nonostante la procedura di licenziamento collettivo che pesava sulla testa dei lavoratori “sia i 107 della sede di Crotone, che i 31 di Roma sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato” - ha fatto sapere la aCapo.

La protesta dei lavoratori dello 060606

Ma a mandare su tutte le furie gli addetti dello 060606, a fronte del riconoscimento dell’attuale monte ore, è stato l’inquadramento all’interno del Contratto Nazionale della Cooperazione Sociale e non quello delle Telecomunicazioni. Un contratto peggiorativo” - denunciano i centralinisti che temono tagli a buste paga leggere, già ben al di sotto dei mille euro.

Da qui la protesta in piazza del Campidoglio. “Il personale dello 060606 merita un contratto corrispondente alla professionalità messa in campo. Nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori in sciopero, chiediamo di mettere uno stop agli ultimatum del nuovo committente. La giunta Raggi - l’appello dei consiglieri comunali Pd, Valeria Baglio e Giovanni Zannola - passi dalle promesse a vuoto ai fatti, ed intervenga per garantire la corretta applicazione contrattuale da parte del committente, adottando anche la misura straordinaria di prorogare di un mese della gestione in corso, così da permettere al Ministero del Lavoro di aprire un tavolo di concertazione con i sindacati e la società che ha vinto l’appalto. È evidente che con condizioni contrattuali peggiorative si avranno naturali ripercussioni sulla qualità del servizio”. Pronta una mozione urgente da sottoporre all’Assemblea Capitolina. 

“Oramai è una sequela continua di vertenze che si ripetono per l'approssimazione e l'incapacità gestionale manifesta di questa amministrazione. A farne le spese questa volta i dipendenti di Chiama Roma 060606 che per un semplice cambio appalto, del tutto previsto e programmato, vedono cancellati i propri diritti. A qualcuno in Campidoglio - accusa Amedeo Ciaccheri, Portavoce di Liberare Roma e Presidente del Municipio Roma VIII - è sfuggito di inserire le corrette clausole sociali che non possono essere limitate al solo assorbimento del personale precedente ma anche al mantenimento delle stesse condizioni occupazionali. Siamo al fianco della lavoratrici e dei lavoratori in sciopero per chiedere certezze, garanzie e diritti".

La replica della cooperativa: "Tutele garantite, retribuzione dignitosa"

“Preoccupazioni ingiustificate forse dovute alla mancanza di informazione o a cattive informazioni ricevute dai lavoratori” - ha replicato Roberta Ciancarelli, presidente della Cooperativa Sociale Integrata aCapo.“Si tratta un contratto collettivo nazionale serio, peraltro rinnovato a marzo del 2019 dalle principali Centrali Cooperative Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci Solidarietà con le parti sindacali della funzione pubblica Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Fps-Cisl, Uil-Fpl, Uil Tucs. Questo contratto collettivo -  ha aggiunto Ciancarelli - è adottato da sempre nella Cooperativa Sociale Integrata aCapo, anche per i servizi di Contact Center, retribuendo e tutelando in modo dignitoso il lavoro di soci e dipendenti. aCapo, adottando questo contratto, è stata pioniera in Italia di soluzioni di telelavoro, di inserimento lavorativo di persone con disabilità, di pratiche di conciliazione vita-lavoro”.

Ad appoggiare la scelta di aCapo anche la Legacoopsociali Lazio: “E’ un contratto che valorizza le tante competenze presenti nel nostro Paese, che possono trovare nella Cooperazione sociale un’occasione di lavoro e di crescita professionale. Prevede 13 mensilità, tutti gli istituti di tutela del lavoratore (ferie, malattie, gravidanza, permessi, diritto allo studio e tutte le altre cause di legittima assenza dal servizio) e la sanità integrativa. Nell’ultimo rinnovo - ha commentato al riguardo Anna Vettigli, Responsabile Legacoopsociali Lazio – è stato previsto anche un rafforzamento delle misure di welfare e l’inserimento di alcune tutele ulteriori come il congedo per le donne lavoratrici vittime di violenza e di genere e per il rafforzamento della garanzia della conservazione del posto di lavoro nei casi di gravi patologie oncologiche, cronico degenerative e ingravescenti.”

Intanto però il servizio 060606 è già in tilt: telefoni staccati, impossibile parlare con gli operatori.

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