Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Esquilino, protesta alle case del Comune: "Caccia gli inquilini per far posto a b&b"

La conferenza stampa è stata organizzata da Asia Usb, dal Movimento per il diritto all'abitare e da Noi restiamo: "Fermiamo la gentrificazione"

“Il Comune caccia i propri inquilini per fare posto ai B&B. Fermiamo i processi di gentrificazione”. Presidio di protesta, questa mattina, in via Giolitti 119, davanti all’ingresso di uno dei palazzi di proprietà di Roma Capitale, di fronte alla stazione Termini. A srotolare lo striscione il Movimento per il diritto all’abitare, la realtà studentesca Noi Restiamo e il sindacato di base Asia Usb che da tempo segue la situazione delle famiglie di inquilini residenti da decenni in questi palazzi storici di proprietà comunale. “Siamo qui per denunciare la gestione del Campidoglio nei confronti degli inquilini di via Giolitti e dei palazzi del patrimonio pubblico”, dice Fabio Catalano di Asia Usb.

L’amministrazione sta facendo di tutto per costringere le famiglie a lasciare gli appartamenti in cui vivono da decenni. Prima la delibera con la quale, senza nessuna base legislativa, sono stati messi all’asta gli affitti, oggi in parte bloccata. Poi decine di richieste di morosità arretrata che sono diventate vere e proprie cartelle esattoriali, con evidenti errori di calcolo e senza che gli uffici preposti abbiano fornito agli inquilini i tabulati per riscontrare il debito”. Il tutto nel quadro di una città, continua Catalano “dove, mentre da anni si assiste allo svuotamento dei centri storici e al fiorire di B&B all’insegna del turismo selvaggio, i ceti popolari sono spinti sempre più in quartieri periferici e senza servizi e l’emergenza abitativa cronica conta oltre 13mila famiglie in graduatoria”. Sul portone del palazzo alle spalle dello striscione sono appesi un paio di cartelli con la scritta ‘vendesi’. Sul muro si vedono diverse targhe che indicano la presenza di B&B e case vacanze. Basta fare un giro agli altri indirizzi per capire che molte delle case vendute dal Comune nel corso degli anni sono oggi destinate a turisti. 

La delibera oggetto della protesta, la numero 133 del 2018, era stata presentata dall’ex assessora alle Politiche abitative, Rosalba Castiglione, dall’attuale Valentina Vivarelli, al tempo presidente della commissione capitolina Patrimonio, e dalla sindaca Virginia Raggi come la “fine di affittopoli”. I canoni di oltre 570 immobili, tra i quali centinaia di appartamenti, sono stati messi all’asta a prezzi di mercato lasciando agli inquilini il diritto di prelazione. Quasi immediata è stata la protesta di un gruppo di inquilini tra Testaccio e la zona di Termini che hanno impugnato in tribunale la delibera e ottenuto da parte del dipartimento Patrimonio e Politiche abitative del Comune di Roma il riconoscimento del fatto che, in realtà, 79 appartamenti sono da considerare patrimonio indisponibile di edilizia residenziale pubblica. “Dall’elenco degli appartamenti da non mettere all’asta, però, sono rimasti fuori molti civici della zona di via Giolitti”, denuncia il sindacalista Angelo Fascetti. “Tutti inquilini che vivono in queste case fin dagli anni ‘60 e che oggi si ritrovano con i contratti scaduti, il timore di doverli rinnovare a prezzi di mercato e cartelle esattoriali da migliaia di euro”. 

Tra loro c’è anche Antonella. “Mia madre vive in un appartamento di via Giolitti dal 1960, sempre con contratto regolare. Quando le case sono state messe in vendita, mia madre ha passato a me e mia sorella il diritto di prelazione. Abbiamo aderito e la società che gestiva le case del comune ci chiese 25mila euro di arretrati”, racconta. “Siccome non siamo riuscite a dimostrare di aver pagato quei bollettini, perché risalivano a molti anni prima, abbiamo versato la metà di quanto richiesto mentre l’altra metà la sto ancora pagando a rate con i bollettini mensili. Non solo. Abbiamo anche versato 25 mila euro di anticipo, poi la cartolarizzazione è stata bloccata, la vendita non è più avvenuta e l’anticipo non mi è stato restituito”.

L’appartamento di Antonella rientra tra quelli che verranno messi all’asta. “Il nostro contratto non è stato rinnovato. Non solo. Nei mesi scorsi mi è arrivata una nuova richiesta di arretrati da 15 mila euro, che è già diventata una cartella esattoriale. Noi inquilini delle case del Comune siamo perseguitati: dobbiamo continuamente dimostrare che ci viviamo in queste case regolarmente”.

Per Margherita Grazioli del Movimento per il diritto all’abitare “la vicenda di via Giolitti è emblematica. È questa l’idea di città che ha in mente l’amministrazione? Una città dove gli inquilini che possono continuare a vivere in centro sono solo quelli che si possono compare l’appartamento o che lo possono affittare a prezzi onerosi? Noi siamo per la strada del recupero del patrimonio che oggi viene considerato degradato o di risulta e che invece può essere una risposta per il disagio abitativo di questa città. Anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza non c’è una sola parola su questo. Lo ribadiremo il 26 giugno sotto le finestre del ministero delle Infrastrutture” dove arriverà il corteo in partenza da piazza Indipendenza, con appuntamento alle ore 15. Prima, però, sono in programma picchetti antisgombero e antisfratto: “Domani mattina in via Latino Silvio e venerdì al piano di zona di Montestallonara”.

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