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Casa delle donne in Campidoglio contro il bando: "Raggi, nasconde lo sfratto?"

"Vogliamo il rinnovo della convenzione, non siamo più morose". Al sit in molte politiche, da Bonafoni a Cirinnà

In Campidoglio con i cartelli fucsia per ribadire che “le case delle donne non si toccano”. Un nuovo sit-in da parte delle attiviste dello storico spazio femminista di via della Lungara contro l’amministrazione guidata da Virginia Raggi. A far scattare la reazione della Casa internazionale delle donne una memoria di giunta a tripla firma delle assessore Valentina Vivarelli, Veronica Mammì e Lorenza Fruci, rispettivamente Patrimonio, Sociale e Cultura, che punta a mettere a bando ad associazioni del terzo settore e a titolo gratuito sei immobili del patrimonio capitolino per attività a sostegno delle donne. Nel complesso dell’ex convento del Buon Pastore, nei piani dell’amministrazione Raggi, dovrebbe trovare spazio un centro di coordinamento di servizi per le pari opportunità.

“Una provocazione”, le parole dalla presidente della Casa internazionale delle donne, Maura Cossutta. “Oggi noi siamo qui per ribadire che serve il riconoscimento politico di questo luogo e soprattutto perché la Casa, come invece dovrebbe prevedere questo bando, non è un centro servizi. Quindi una provocazione perché noi sì svolgiamo servizi, ma siamo anche un luogo autogestito, di promozione di libertà, di autodeterminazione, siamo uno spazio femminista ed è questo che credo la sindaca non voglia accettare”. 
Così, la denuncia, mentre il Campidoglio annuncia un bando “noi non sappiamo che fine faremo”. Se ci sarà lo sfratto? “Occuperemo”. 

La vicenda si trascina ormai da tempo. Dopo l’agosto del 2018, quando è scaduta l’ultima convenzione per l’affidamento dello spazio a un canone ridotto, la Giunta Raggi ha imputato alla Casa internazionale un debito di 900 mila euro revocando la convenzione. Le attiviste hanno proposto un piano di rientro alla quale, però, l’amministrazione Raggi non ha mai dato riscontro, e infine il Parlamento ha azzerato il debito concedendo alla Casa il modo per mettersi a pari con i pagamenti. Il riconoscimento della Casa internazionale delle donne da parte della Raggi, però, non è mai arrivato. Tanto che ora è spuntata la memoria di giunta per mettere a bando l’immobile. “Noi chiediamo la convenzione che è stata revocata, fino a scadenza naturale, quindi dicembre 2021, con il comodato d'uso gratuito. Le nostre richieste erano e sono chiare”.

Oltre alle attiviste di Non una di meno e di Lucha y siesta, molte le politiche presenti al presidio. La senatrice Pd Monica Cirinnà, le consigliere regionali Marta Bonafoni ed Eleonora Mattia, la presidente del Municipio, I Sabrina Alfonsi, il presidente dell'VIII Amedeo Ciaccheri, e la candidata alla vicesegreteria nazionale del Pd Cecilia D'Elia. E ancora, tra le altre, la consigliera del Pd capitolino Giulia Tempesta, l'assessora alle Politiche di Genere dell'VIII Municipio Michela Cicculli, la capogruppo Pd in consiglio del Municipio I Sara Lilli, la presidente di Differenza Donna ong Elisa Ercoli e Alessandra Romano della Cgil. 

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