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Beni del comune, associazioni e spazi sociali in Campidoglio: "Basta sgomberi, siamo il welfare di periferia"

Mercoledì la commissione Patrimonio ha approvato il regolamento per l'assegnazione. Fassina: "Basato su un principio economico". Ardu: "Garantiamo partecipazione"

Associazioni, palestre popolari, centri sociali attive da anni in decine di spazi di proprietà comunale hanno manifestato ieri in Campidoglio contro il nuovo regolamento per l’assegnazione del patrimonio indisponibile di Roma Capitale, elaborato dal presidente della commissione competente, il pentastellato Francesco Ardu. Nel mirino c’è soprattutto la volontà della maggioranza di Virginia Raggi di rinnovare le assegnazioni tramite la messa a bando dei locali. Questo elemento, per le associazioni e gli spazi sociali, porterà a numerosi sgomberi e non riconosce il valore delle attività sociali e sportive che si svolgono all’interno di questi spazi. Nonostante la contrarietà delle associazioni e il lungo confronto, rimasto inascoltato, mercoledì la commissione Patrimonio ha espresso parere favorevole al regolamento che nelle prossime settimane verrà sottoposto al vaglio dell’Assemblea Capitolina.

La manifestazione arriva a poche ore dallo sgombero programmato per una palestra popolare a Spinaceto, sospeso all’ultimo momento dall’assessora al Patrimonio Valentina Vivarelli, sulla base di una delibera approvata dalla Giunta Raggi a fine 2020 che sospende temporaneamente gli sfratti in attesa di bandire le gare per l’assegnazione. “Così non ce la facciamo più. Facciamo welfare nelle periferie. Non sgomberateci, non trattateci da criminali”, l’allarme lanciato in piazza del Campidoglio.  

“Siamo nel nostro locale dal 2000”, ha spiegato all’Agenzia Dire Gilberto Berlen, presidente dell'associazione 'Street of the life' di Spinaceto. “Abbiamo mantenuto e tutelato quel bene, un vero e proprio polo aggregatore di arti marziali. Grazie alla rete siamo riusciti, per il momento, a salvaguardare il locale ed evitare lo sgombero. Ma il Comune ci vuole fuori, senza riconoscere tutto quello che abbiamo fatto per il locale e soprattutto per il quartiere”.
In piazza anche l’associazione Hamici, che da anni si occupa di sostegno alla disabilità: “Nonostante ci occupiamo di disabilità sul territorio da 30 anni, a via Ignazio Silone al Laurentino”, spiega il presidente, “rischiamo di non poter proseguire la nostra esperienza a causa degli alti costi che ci chiede il Comune. Nel 2012 pagavamo 230 euro al mese, ora siamo passati a 500 euro. Non possiamo permettercelo”. 

Paolo Airoti, della Palestra popolare di San Lorenzo, ha un'altra situazione da gestire. "Noi non siamo oggetti di rischio sgombero- ha detto- ma a scadenza della nostra concessione ci è stato negato il rinnovo. Sono 6 anni che stiamo cosi, dal 2014. Nello sport esiste il concetto del tempo massimo al di là del quale vieni fermato. Noi crediamo che il tempo massimo per il regolamento sia scaduto e che il rinnovo sia dovuto. Per noi è una situazione che comporta danni seri, perché siamo impossibilitati ad accedere al credito o a partecipazione a bandi pubblici”. 

Contro il regolamento si è espresso il consigliere e deputato Stefano Fassina: “La proposta di regolamento porta avanti solo il principio guida della valorizzazione economica, e il principio del bando, applicato però su realtà che non hanno finalità di lucro e che verrebbero travolte da una logica che che guarda alla valorizzazione economica”, ha scritto in una nota. “Noi vogliamo correggere con un regolamento che abbia come principio guida l'uso sociale di quegli spazi e abbia tra gli strumenti per l'assegnazione di quegli spazi anche i patti di collaborazione, cioè strumenti che consentono a chi sta dentro e magari ha speso 20 anni della sua vita in quella attività così importante di solidarietà, e che ha speso tanti soldi, di poterci rimanere nel momento in cui continua a garantire un servizio essenziale al territorio". 

Alla manifestazione ha replicato il presidente della commissione Patrimonio, Ardu: “È opportuno fare chiarezza: nessuno sfratto avrà luogo e le associazioni attualmente in concessione potranno continuare a utilizzare gli immobili e proseguire con le attività e i servizi offerti secondo quanto previsto dalla Delibera di Giunta n.363/2020”. Si tratta di un’assegnazione temporanea: “In ossequio alle prescrizioni previste, le associazioni potranno continuare a servirsi degli immobili in concessione fino all’espletamento di tutte le procedure per la regolarizzazione dei beni e dei titoli concessori. Scopo di tale bando sarà quello di garantire la partecipazione democratica ed equa di tutte le realtà associative presenti nella nostra città alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio indisponibile di Roma Capitale, in un’ottica di totale trasparenza e di massima valorizzazione degli edifici che lo compongono”.

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