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Sfratti, niente proroga per il blocco delle esecuzioni: "Sarà il disastro sociale"

La notizia è stata diffusa da Unione Inquilini: "Il Pd ha ritirato gli emendamenti alla legge di Bilancio che la prevedevano"

Nella legge di Bilancio non ci sarà il blocco degli sfratti. Ieri mattina il Pd ha ritirato gli emendamenti che prevedevano la proroga di altri tre mesi. Nei giorni scorsi in Senato erano stati bocciati quelli al decreto Ristori avanzati da M5S e Leu. La notizia è stata diffusa ieri dal sindacato Unione Inquilini: "Si sancisce in maniera definitiva la fine della sospensione degli sfratti per famiglie, per artigiani e commercianti, per coloro che hanno un  esproprio in atto. Questo in assenza di contributi affitto; di una vero piano nazionale di Edilizia residenziale pubblica a canone sociale; di reale possibilità di ricontrattare gli affitti. Il tutto con una emergenza sanitaria che continua a martoriare il nostro Paese", ha scritto il sindacato in una nota.

Il blocco degli sfratti fissato fino al 31 dicembre riguarda solo le esecuzioni. L'avvio delle procedure nei tribunali, invece, non si è mai fermato. Molti sindacati e associazioni che si sono occupate di disagio abitativo ed economico nel periodo dell'emergenza Coronavirus hanno denunciato che centinaia di famiglie a Roma stanno andando verso lo sfratto. A luglio, secondo i dati raccolti da Unione Inquilini nella terza settimana di quel mese, sono stati presentate cento richieste di convalida di sfratto ogni giorno. Alcune famiglie senza contratto sono già finite in mezzo a una strada. Il bonus affitto messo in campo da Regione e Comune non è ancora stato erogato e, per il momento, gli importi sono irrisori rispetto alle necessità delle famiglie.

"Dal 1 gennaio 2021 si apre un'altra pagina", commenta ancora Unione Inquilini, "e si apre con l'incapacità da parte di Governo, Parlamento, Regioni e Comuni di avere anche solo la percezione della situazione abitative nel nostro Paese". Per questo il sindacato ha scritto un appello al prefetto, Matteo Piantedosi, al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla sindaca Virginia Raggi e ai parlamentari eletti nella circoscrizione chiedendo di prorogare il blocco degli sfratti almeno fino a giugno del 2021, "prevedendo nel contempo forme di indennizzo per i locatari" e la convocazione di un tavolo sulla crisi abitativa.  

"La condizione abitativa di Roma Capitale era molto difficile già prima dell’emergenza sanitaria. A Roma, nei dieci anni che vanno dal 2010 al 2019, sono state emesse circa 65 mila sentenze di sfratto, di cui oltre il 90 per per morosità. Abbiamo una lista inevasa di richieste di assegnazione di alloggi Erp a canone sociale che supera le 13mila famiglie, utilmente collocate nella graduatoria, un dato sottostimato, essendo numerose le famiglie che neanche fanno la domanda, essendo preclusa la possibilità di vedere riconosciuto il proprio diritto in tempi ragionevoli", scrive Unione Inquilini nella lettera.

"Le conseguenze sociali legate alla pandemia, hanno ulteriormente acuito tale sofferenza", continua. "Le iniziative, pure positive, messe in atto dalla Regione, tipo il bando Covid per un contributo affitto straordinario, hanno visto una richiesta più che triplicata rispetto ai bandi ordinari, ritardi clamorosi nella loro effettiva erogazione (ancora lontana dal concludersi) e importi comunque totalmente inadeguati a rispondere agli effettivi bisogni. Come è noto, attualmente l’esecuzione degli sfratti è sospesa fino al 31 dicembre p.v. ma le informazioni che vengono dal Tribunale descrivono una situazione agghiacciante di ulteriori centinaia di sentenza emesse ogni settimana. Una vera catastrofe sociale incombe sulla città".

Continua Unione Inquilini: "E’ incredibile che, in una situazione di emergenza sanitaria conclamata, si possa permettere di effettuare interventi di sgombero coatto di famiglie, senza il passaggio da casa a casa. Ricordiamo che c’è una diretta responsabilità delle autorità di governo in indirizzo in merito alla tutela della salute pubblica".

Per questi motivi, l'appello: "Rivolgiamo, pertanto un pressante appello affinché le autorità in indirizzo intervengano sul governo nazionale per chiedere che venga varata una ulteriore proroga delle esecuzioni degli sfratti, almeno fino a giugno 2021. E’, inoltre, indispensabile accrescere notevolmente quanto già previsto nella Legge di Bilancio in merito agli stanziamenti per il contributo affitto e la morosità incolpevole". Infine: "Chiediamo che il Recovery Plan che il governo sta predisponendo e che il Parlamento sarà chiamato a discutere, contenga nei suoi progetti, quello di un piano casa di incremento degli alloggi ERP a canone sociale, attraverso la leva principale del riuso del patrimonio immobiliare oggi inutilizzato e spesso lasciato al degrado. La nostra proposta è quella di connettere i due piani: quello legato all’emergenza degli sfratti e del sostegno al reddito e quello legato a una risposta strutturale che incrementi in maniera forte l’offerta di alloggi a canone sociale".

A lanciare l'allarme anche Nonna Roma, che negli ultimi mesi ha seguito molte famiglie che necessitavano di pacchi alimentari. Proprio Nonna Roma nei giorni scorsi ha denunciato che una famiglia con una bambina di 5 anni è rimasta per strada senza che il Comune trovasse alcuna soluzione. "Il parlamento ed il Governo hanno ben pensato di far riprendere gli sfratti dall’1 gennaio 2021 mettendo così anche rischio di contagio le famiglie, che finiranno per strada, e tutto il personale coinvolto nelle operazioni di sfratto esecutivo", ha scritto in una nota. "Da settimane infatti continuano ad arrivare lettere e richieste della proprietà contro chi è moroso e non riesce a pagare anche a causa di un contributo di bonus affitti irrisorio e, nel caso di Roma, che non è mai arrivato dopo oltre sette mesi. Come abbiamo fatto già settimana scorsa, di fronte al Dipartimento politiche abitative, noi continueremo a mobilitarci insieme a tutte le realtà che hanno a cuore il diritto alla casa perchè gli sfratti vanno fermati".

Venerdì intanto Asia Usb, Federazione del sociale e Noi Restiamo protesteranno alle ore 15 in piazza Montecitorio proprio sul tema della casa. "Centinaia di migliaia di famiglie e tantissimi studenti fuori sede non ce la fanno a pagare gli affitti e le utenze a causa della perdita del lavoro e del reddito, nei provvedimenti al vaglio del Parlamento non viene affrontato questo problema", si legge in una nota. "Negli ultimi anni tutti gli istituti che fanno ricerca ci hanno più volte segnalato l’aumento vertiginoso delle disuguaglianze e della povertà nel nostro paese: ma con la crisi pandemica, che si trascinerà ancora per un lungo periodo, questa situazione è ulteriormente peggiorata".

Da qui la richiesta di rilanciare la politica pubblica per la casa: "Un nuovo piano decennale di un milione di case popolari; istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund; blocco del pagamento degli affitti e delle utenze; blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia; tutela dei proprietari mutuatari insolventi; reddito di emergenza incondizionato; un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell'emergenza sanitaria; sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B)".

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