Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Famiglie rom sotto sfratto dal centro di accoglienza, a meno di 24 ore arriva la proroga di un mese

Una delle famiglie interessate, 18 persone in tutto, si è recata questa mattina presso il dipartimento Politiche sociali per protesta

Ruza, la moglie di Costica, fuori dal dipartimento Politiche sociali di viale Manzoni

Accoglienza prorogata fino al 15 giugno per le 18 persone rom, tra cui 11 bambini, che vivono da circa due mesi nel centro della Croce Rossa di via Ramazzini. La notizia è stata comunicata direttamente dagli uffici competenti dell’assessorato alle Politiche sociali di Veronica Mammì a una delle famiglie interessate, quella di Costica che Romatoday segue ormai da febbraio, che questa mattina per protesta si è recata fuori dalla sede del dipartimento a viale Manzoni. Lo avevano fatto anche ieri ma nessuno li ha ricevuti.

Una protesta solitaria nata dalla paura di finire per strada. Circa una decina di giorni fa era stato infatti comunicato loro che il centro, dove trovano rifugio anche diversi senza tetto, avrebbe chiuso tra l’8 e il 14 maggio. L’unica alternativa offerta dagli assistenti sociali è stata una casa famiglia per donne e bambini mentre a padri e mariti resta la strada. “I bambini non possono accettare di dividersi dal padre”, ha spiegato Ruza, moglie di Costica, invalida al 100 per cento e costretta a muoversi solo sulla sedia a rotelle. “Io stessa non posso muovermi e fare nulla senza mio marito”.

Così stamattina, dal momento che l’emergenza dettata dall’epidemia non è ancora terminata, a meno di 24 ore dallo sfratto il dipartimento ha fatto sapere di aver chiesto alla Croce Rossa una proroga dell’assistenza fino al 15 giugno. Potranno restare quindi sia le 18 persone rom sia i senza tetto che in questi mesi vi hanno trovato rifugio.

Dopo oltre dieci anni vissuti tra un centro di accoglienza e un altro, con i tre bambini che oggi hanno sette, otto e dieci anni, Costica e la moglie sono tra le famiglie del centro di Torre Maura, chiuso in fretta e furia nell’aprile del 2019 per le proteste di un gruppo di residenti e di attivisti di estrema destra. Sarebbero dovuti rimanere lì fino a giugno del 2021. Invece sono stati portati nel centro di accoglienza di viale della Primavera a Centocelle da cui sono usciti il 7 marzo 2020 quando sono riusciti a evitare lo sfratto, in buona parte grazie all’interessamento del sindacato Unione Inquilini e dell’associazione 21 Luglio e un po’ anche perché l’avanzare dell’epidemia di coronavirus.

Così i 18 rom sotto sfratto al centro di Centocelle sono finiti nel centro di via Ramazzini, composto da una serie di prefabbricati dove si trovano i letti, bagni esterni in comune e uno spazio comune per consumare i pasti. Costica e le altre 17 persone avrebbero dovuto lasciare la struttura domani. Anche questa volta, di fronte alla comunicazione dello sfratto, l’8 maggio scorso Unione Inquilini ha inviato una diffida alla sindaca Virginia Raggi, alla prefetta Gerarda Pantaleone, e alle assessore ai Servizi sociali e Politiche abitative, Veronica Mammì e Valentina Vivarelli dal “procedere allo sgombero senza prima garantire il passaggio ad un'altra unità abitativa o presso un'altra struttura protetta”. Oggi la notizia: accoglienza prorogata di un mese.

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