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Non solo garage e seminterrati. La destra punta a trasformare anche magazzini e stalle

Una proposta di legge tira in ballo gli immobili di origine rurale disseminati nelle campagne del Lazio. Grasselli (FdI): "Saranno rispettati vincoli e riserve naturali"

Casali abbandonati, stalle, magazzini per gli attrezzi all'interno di poderi non più gestiti, non più lavorati. In provincia di Roma e in tutto il Lazio non mancano gli edifici rurali inutilizzati. Per questo, la destra che governa la Regione vorrebbe trasformarli per dar loro una nuova vita: asili nido, strutture socioassistenziali, alberghi o bed&breakfast. Un cambio di destinazione d'uso che eviti il perdurare di situazioni di abbandono, senza però prevedere ulteriore consumo di suolo. L'idea è di Micol Grasselli e Angelo Tripodi, rispettivamente Fratelli d'Italia e Forza Italia, che hanno dato vita a due distinte proposte di legge. Ma nelle prossime settimane potrebbero diventare una sola. 

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Da magazzini e stalle a case e B&B

Edifici di origine rurale sottoutilizzati o completamente abbandonati, all'interno di lotti agricoli non più gestiti e non destinati alla produzione, trasformati in altro. Case, strutture per anziani o disabili, scuole, ma anche strutture ricettive. A meno che non ci si trovi in una riserva naturale (vedi, tanto per fare un esempio, la Marcigliana nel quadrante nord-est di Roma) o in un'area a rischio dissesto idrogeologico, chi ha le caratteristiche strutturali giuste, in base alle proposte di legge presentate da due consiglieri di destra in consiglio regionale, potrà avanzare domanda per un cambio di destinazione d'uso. L'idea è venuta a novembre all'ex leghista, oggi in Forza Italia, Angelo Tripodi e più di recente a Micol Grasselli (oltre 15mila preferenze alle elezioni del 2023) di Fratelli d'Italia. La stessa ad aver firmato la proposta per trasformare seminterrati e garage in abitazioni o negozi. A quanto pare i due testi potrebbero convogliare in uno solo, data l'estrema somiglianza e la coerenza degli scopi. 

La proposta di legge della destra laziale

"Troppi edifici rurali vengono dismessi e restano abbandonati - commenta a RomaToday Grasselli - e a parer mio, se vogliamo andare verso la riduzione del consumo di suolo e l'efficientamento energetico, si può intervenire recuperandoli e dandogli una nuova vita. Per farlo bisogna cambiare destinazione d'uso a questi edifici. Ci tengo a specificare una cosa: per quanto riguarda la destinazione a servizi (scuole per esempio), in base a questa legge per ottenere il permesso bisognerà trovarsi già in prossimità di centri urbani. Ci dovranno essere delle strade di accesso, gli allacci delle utenze, le fogne. Non vogliamo cattedrali nel deserto". 

"Obiettivo zero consumo di suolo nel 2030"

Ovviamente ci saranno dei limiti. Come detto, innanzitutto, la localizzazione: nessun cambio di destinazione d'uso verrà ammesso in aree vincolate e riserve naturali, né in aree classificate come a rischio idrogeologico. Le superfici ammesse andranno da un minimo di 45 ad un massimo di 300 mq, con specifiche necessità a livello di altezze dei locali e ricambio d'aria. "Dovranno esserci le giuste condizioni igienico sanitarie - aggiunge Grasselli - e le certificazioni energetiche e antisismiche. Se non ci sono, va redatto un adeguamento firmato dal Genio Civile". Una volta passata la legge, i Comuni del Lazio avranno 180 giorni per comunicare quali aree inserire tra le trasformabili e quali no: "In prospettiva di un piano regolatore - conclude Grasselli - le cubature trasformate verranno detratte da quelle previste nell'urbanizzazione pianificata da ogni ente. L'obiettivo è zero consumo di suolo entro il 2030". 

Tripodi (FI): "Prima casa e studentati"

Come detto, c'è anche un'altra proposta che inizia il suo iter all'interno della commissione urbanistica regionale. Depositata a novembre, ha come prima firma quella di Angelon Tripodi, passato dalla Lega a Forza Italia: "La finalità è quella di invertire la tendenza allo spopolamento delle aree rurali - fa sapere -, creare un circolo virtuoso che, attraverso il recupero e la rigenerazione di stabili e pertinenze in disuso, favorisca il riuso abitativo come prima casa o di locazione per studenti e giovani. Sul tema c'è anche un chiaro intervento della Commissione Europea, laddove propone un Patto rurale e un Piano d'azione rurale con l'obiettivo di rendere le nostre zone rurali più forti, connesse, resilienti e prospere. La legge sulla rigenerazione urbana, figlia della legge Piano casa regionale, non ha mai tenuto in considerazione le zone rurali in generale. Il suolo è la nostra risorsa fondamentale per la vita - prosegue -, oggi ne abbiamo sempre più contezza, anche della sua vulnerabilità. Con questa proposta noi vogliamo ottenere più risultati: il ripopolamento delle zone rurali grazie anche a politiche di housing sociale; l'abbattimento dei costi per gli insediamenti di giovani famiglie, il recupero da un punto di vista energetico e statico del patrimonio immobiliare esistenti nelle zone agricole".

Valeriani (Pd): "E' una sanatoria camuffata"

Non è per niente d'accordo Massimiliano Valeriani, ex assessore a urbanistica e rifiuti della giunta Zingaretti, attuale consigliere Pd: "La giunta Rocca non fornisce alcun indirizzo sulle politiche urbanistiche - accusa - e i singoli consiglieri regionali si muovono in ordine sparso, senza una visione strategica. Il rischio è una totale deregulation del settore, che priverà il territorio di Roma e del Lazio di qualsiasi tutela: dietro il blocco del consumo di suolo e l'efficientamento energetico si nasconde una sanatoria senza limiti per edifici abusivi e locali inabitabili, con ricadute negative per il patrimonio ambientale e pericoli per la salute e la sicurezza delle persone".

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