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Sanità, Foschi-D'Annibale (Pd): "Pronto soccorso in tilt. Aumentano decessi di chi è classificato con codice verde"

I consiglieri del Pd, Enzo Foschi e Tonino D'Annibale, denunciano la grave situazione in cui versano i pronto soccorso della Capitale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

"I pronto soccorso del Lazio sono in tilt e aumentano i decessi tra coloro che vi arrivano con patologie meno gravi. A denunciare il tracollo e le gravi conseguenze sono i medici del S.Camillo  aderenti all’Anaoo-Assomed in un rapporto presentato lo scorso 14 luglio e passato sotto silenzio. Nelle quattro pagine corredate da grafici si racconta che nel ps del piu grande e attrezzato ospedale romano le liste di attesa sono raddoppiate come è raddoppiata in un solo anno la mortalità tra i pazienti entrati  con patologie meno gravi". E' quanto affermano i consigllieri regionali del Pd Enzo Foschi e Tonino D'Annibale.

"Nel 2005 i decessi di persone classificate con codice verde, sono stati 3, nel 2010, 27, nel 2011 la previsione dei medici è che saranno 48. In un solo anno c’è quasi il raddoppio. Si tratta di cittadini che vanno al pronto soccorso e la cui gravità, a causa del caos e della mancanza di personale che regna in tutti i ps degli ospedali del Lazio, non viene riconosciuta in tempo utile. Il piano di rientro sta mietendo vittime tra i cittadini e la sua applicazione da parte della attuale maggioranza, sta facendo precipitare la situazione a livelli insostenibili. Il pronto soccorso ormai è diventato un reparto di degenza. Il personale è allo stremo".

"Nel 2010, 2280 persone hanno atteso 24 ore prima di essere visitate, nel 2011 i medici ritengono che saranno almeno 4000. Anche qui siamo vicini al raddoppio. Quelli destinati ad aspettare 48 ore nel corso del 2011, sono 1240, mentre 400 saranno destinati a restarvi 72 ore. Tre giorni. Roma e il Lazio non si meritano tutto questo. I medici hanno lanciato l’allarme, il direttore generale, ha gia preso iniziative per arginare la situazione, e chiesto provvedimenti, ma senza risorse e personale non può fare miracoli. La Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, di fronte alla gravità di questi dati non può far finta di niente e continuare ad utilizzare gli ospedali come passarelle pubblicitarie. Se nessuno l’ha informata, lo facciamo noi: a poca distanza dal suo immaginario “red carpet” e dai suoi voli per salutare il peperoncino, si muore per carenza non di strutture, ma di personale ed a lei spetterebbe il compito di prendere tutti i provvedimenti necessari a evitare che la situazione precipiti".

"Di fronte alla drammaticità dei dati del S. Camillo chiediamo che la Commissione sanità regionale avvii subito un ciclo di audizioni con i medici dell’emergenza  dei piu grandi ospedali romani e del Lazio, che sia ascoltata  l’Asp per verificare l’entità del fenomeno a livello regionale al fine di prendere provvedimenti immediati. Non si puo stare con le mani in mano. Chiediamo l’intervento delle Commissioni parlamentari presiedute da  Orlando e Marino perché si attivino per capire cosa sta accadendo nei grandi Dea della Regione Lazio".

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