Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Regione, sindacati in tribunale per i mancati 'scatti' nel contratto dei dipendenti. La replica: bloccati da una circolare del Mef

Cgil Cisl e Uil: “Graduatorie pronte e mai approvate. Zingaretti intervenga, subito la valorizzazione di merito e competenze”

Un ricorso al Tribunale di Roma contro la Regione Lazio “per condotta antisindacale”. Sulle progressioni orizzontali del personale dell’ente Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Roma e del Lazio vanno all’attacco. “Le graduatorie degli aventi diritto, che servono a premiare merito e competenze dei lavoratori, sono pronte da sei mesi, ma nonostante i nostri solleciti e le nostre diffide dell’approvazione necessaria non c’è traccia”, denunciano in una nota i segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini.

La questione è relativa al cosiddetto contratto decentrato dei dipendenti regionali e coinvolge quasi duemila lavoratori. La progressione orizzontale è una sorta di ‘scalino’ interno ai livelli professionali che permette ai dipendenti, dopo almeno 24 mesi nella stessa categoria economica, di ottenere uno scatto in busta paga legato a questioni di merito. “L’accordo è stato stretto a febbraio del 2019, il bando per i dipendenti è uscito tra aprile e maggio e a distanza di un anno non abbiamo ancora una graduatoria”, racconta a Romatoday Paolo Terrasi della Fp Cgil di Roma e del Lazio. “I dipendenti interessati hanno partecipato a un quiz e solo coloro che lo hanno superato potranno usufruirne. Per la formazione della graduatoria, inoltre, sulla base di questa prova è stato anche attribuito un punteggio e lo stesso è stato fatto tramite una scheda di valutazione che ha tenuto in considerazione diversi elementi tra i quali i titoli di studio. Mentre nel 2018 non ci sono stati problemi nel 2019 è stato bloccato tutto”.

Dalla Regione fanno sapere che le progressioni orizzontali del personale sono state bloccate a seguito di una circolare del ministero dell’Economia del 2019, che è stata emanata dopo la stipula del contratto integrativo e prima della pubblicazione delle graduatorie. La Regione ha fatto sapere di non poter contravvenire a un’indicazione ministeriale e che i sindacati conoscono il problema. Per Terrasi però “una circolare che riporta un parere non può inficiare un contratto sottoscritto”.

Attaccano i segretari generali: “Le graduatorie sono pronte dallo scorso dicembre e l’amministrazione avrebbe dovuto approvarle entro 5 giorni. A marzo la messa in mora della Regione per comportamento omissivo: oggi ci troviamo necessariamente a ricorrere alle vie legali per tutelare i diritti dei lavoratori aventi diritto a cui non viene riconosciuto il dovuto avanzamento economico”. I segretari denunciano un “chiaro comportamento antisindacale per violazione e errata applicazione delle norme di legge e del Ccnl, violazione e mancata applicazione del contratto integrativo aziendale e intento lesivo delle prerogative e libertà sindacali”. Concludono: “Per questo, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, continueremo la nostra battaglia sindacale e legale per avere giustizia e dare valore al lavoro pubblico”, concludono i segretari di categoria. “Dal presidente Nicola Zingaretti, in questo caso datore di lavoro di oltre 4000 dipendenti, ci aspettiamo che rispetti  quanto il contratto decentrato vigente e sottoscritto prevede”.

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