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Domenica, 16 Gennaio 2022
Politica

Campidoglio, entro ottobre arriva il marchio 'Roma produttiva e solidale'

L'assessore Marta Leonori ha spiegato che il protocollo d'intesa verrà approvato entro il mese prossimo. Uffici comunali al lavoro per studiare le modalità

Si chiamerà ‘Roma produttiva e solidale’ e si occuperà di distribuire il cibo invenduto ai più bisognosi. L’assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, fa il punto sul progetto dedicato ai cittadini più deboli e annuncia che il protocollo d’intesa per la redistribuzione ai bisognosi del cibo invenduto potrebbe essere siglato già il mese prossimo. Dopo la memoria di Giunta di agosto, il piano del Campidoglio muove i primi passi.

"Il tavolo tecnico con le realtà interessate si è già riunito la settimana scorsa e si riunirà ancora nella prossima. Potremmo arrivare a un provvedimento, un protocollo d’intesa, entro fine ottobre per mettere in rete le strutture e lanciare un nuovo marchio che vorrei chiamare 'Roma Produttiva e solidale” ha spiegato l’assessore.

Per stare più attenti alle esigenze dei territori, il progetto prevede il coinvolgimento dei municipi. “Questi ultimi ci hanno inviato già molte richieste a riguardo, speriamo che siano loro i protagonisti di questa rete, anche perché conoscono più nel dettaglio i reali bisogni e le offerte dei singoli territori e gestiscono diverse strutture che potrebbero essere utilizzate. In questo modo si possono sostenere quei presidi di prossimità che, forse, rendono meno problematica la richiesta d’aiuto da parte di quei cittadini che si trovano in difficoltà economica, magari per la prima volta" ha spiegato Leonori aggiungendo che c’è la possibilità di ottenere in futuro finanziamenti regionali grazie alla proposta di legge presentata presso l’ente locale.

In esame i modi per comporre la rete della solidarietà alimentare. In particolare per cercare di capire come trasportare il cibo e come coordinare l’intervento dei piccoli negozi di quartiere con quelli di grandi attività commerciali come i supermercati. La rete potrebbe arrivare a comprendere 330 grossisti e produttori del Car e 900 supermercati e strutture medie. Senza considerare che la distribuzione di cibo fresco ha necessità diverse rispetto a quello in scatola.

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