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Esercito, nel progetto di legge 43 mila in "aspettativa" in dieci anni

Pronto un progetto di legge per arrivare a un Esercito da 150 mila unità. Un piano che in dieci anni porterebbe 43 mila militari a una sorta di pre-pensionamento

Esuberi per il 20% del personale, caserme, poligoni e immobili in vendita. E' il progetto di legge illustrato il mese scorso dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola per la ristrutturazione dell'Esercito. Il progetto, determinato dalla crisi, punta ad arrivare nel giro di dieci anni a un modello di Forze Armate da 150 mila militari. La riduzione del personale riguarderebbe circa 43 mila persone con il congelamento della posizione e quindi una sorta di "aspettativa" senza lavorare e lo stipendio decurtato del 5 %.

Per la realizzazione del piano di esuberi si potrebbe far ricorso all' Istituto di riduzione quadri, previsto per il personale militare. Così Michele Nones, direttore dell' Istituto Affari internazionali in una dichiarazione a Il Messaggero: "Con la riduzione quadri si potrebbero risparmiare centinaia di milioni l'anno. Ma c'e il problema sul piano umano; l' istituto della riduzione quadri significa rinunciare alla carriera e bisognerebbe studiare una soluzione che incentivi l'accettazione dell'esubero, magari consentendo agli interessati di fare altri lavori con una tassazione ridotta".  Il processo di smaltimento del personale delle Forze Armate riguarda sopratutto le persone a cavallo dei 50 anni, e quindi in una fase delicata della vita, ma questo progetto di "dimagrimento" dell'Esercito è ritenuto necessario da quasi tutti i parlamentari. Dice la vicepresidente alla Commissione Difesa del Senato Roberta Pinotti (Pd) : "Erano cose che andavano impostate prima, quando si eliminò la leva obbligatoria. Noi sosterremo il piano perche necessario, ma si dovrà fare attenzione alle storie degli uomini".

Al momento le unità delle Forze Armate sono circa 176 mila con circa 93 mila tra ufficiali e sottufficiali e 83 mila uomini di truppa. "A livello di dotazioni -spiega Nones- abbiamo alcuni mezzi molto vecchi e la figitalizzazione dell' Esercito è appena cominciata. Dobbiamo avere mezzi adeguati alle nostre esigenze e che assicurino la protezione degli uomini".

Fabio Mini, generale in pensione pensa che "tra quindici anni, e in queste cindizioni finanziarie ci saranno sufficienti 50 mila uomini, 40 aerei, 4 navi veloci e una portaerei per motivi di prestigio". Sui beni immobili dell'Esercito spiega Edmondo Cirielli: "La dismissione degli immobili è difficile, ci sono beni vincolati che non si possono trasformare in appartamenti".

Il patrimonio della Difesa è molto disomogeneo e comprende le caserme nelle aree urbane, i poligoni, i fari, le tenute. Una valutazione informale fa comprendere tra i 50 e i 100 miliardi di euro i beni dell'Esercito e si stanno studiando forme di collaborazione tra il Demanio e la Difesa per la cessione di parti del patrimonio per risanare il debito pubblico.

 

 

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