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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

Dighe "acchiappa rifiuti" e parchi di affaccio: ecco i progetti dedicati per i fiumi di Roma

Avenali: "Il Lazio è diventato un modello per altre regioni"

Sul bollettino ufficiale del Lazio è stata pubblicata, il 28 febbraio, la graduatoria che consente di accedere a fondi per i contratti di fiume. Si tratta di uno strumento di governance che, attraverso la partecipazione di attori pubblici e privati, mira a migliorare la qualità delle acque ed a prevenire i rischi di natura idraulica. Un obiettivo che si raggiunge attraverso varie tappe, che prendono avvio dalla stesura d’un manifesto d’intenti.

Cinque anni per recuperare il gap del Lazio

L’ultimo finanziamento è andato per alcune azioni destinate a valorizzare il fiume Tevere, nel tratto che va “da Castel Giubileo alla foce”, ed anche il fiume  Aniene. Ma il numero di iniziative sostenute negli ultimi anni dal Lazio per risanare, proteggere e far conoscere i propri corsi d’acqua, sono state numerose. “Nel 2017 è stata firmata la legge sui contratti di fiume e dall’anno successivo, partendo da zero, abbiamo iniziato a lavorare su questo obiettivo. Da allora – ha spiegato Cristiana Avenali, delegata regionale dei contratti di fiume – ne abbiamo firmati 11”. Non è un numero di poco conto, perché le fasi da affrontare sono molteplici. Il Lazio, partito più tardi di altre regioni, nel corso di cinque anni ha lavorato riuscendo a colmare l'originario gap

Le fasi dei contratti di fiume

“Dopo la stesura del manifesto d’intenti si procede ad affrontare un’analisi conoscitiva, poi a redigere un documento strategico da cui viene estrapolato un piano d’azione. E’ quello l’ultimo step prima della sottoscrizione di un contratto che può avere una durata triennale o quinquennale” ha spiegato Avenali. Attualmente sono in corso 27 processi che prevedono la partecipazione di soggetti istituzioni, associazioni, realtà private.  “Abbiamo finanziato i progetti dei contratti di fiume delle bambine e dei bambini, i contratti di Area Marina Protetta, per la prima volta in Italia, con le RomaNatura per le secche di Tor Paterno e con il Comune di Ventotene” ha elencato Avenali. Non solo.

Le azioni finora finanziate

Tra le azioni più note, contemplate nei contratti di fiume, ci sono quelle che hanno consentito la messa in acqua delle cosiddette barriere acchiapparifiuti, attualmente presenti sul Tevere, sull’Aniene e sul Garigliano. C’è poi la passarella ciclopedonale, finanziata con oltre un milione di euro, che puntando allo sviluppo della mobilità sostenibile, collega due quartieri, Pietralata e Casal de’ Pazzi, altrimenti non comunicanti. Il progetto preliminare è già stato approvato e verrà realizzata nel 2023. Ci sono poi i progetti finalizzati alla rimozione dei relitti del Tevere e quelli per creare dei parchi di affaccio che diventano l’occasione per stabilire una connessione permanente del principale fiume di Roma con i suoi abitanti.

Fondi europei per salvaguardare i fiumi

Altro aspetto importante è quello che prevede l’inserimento dei contratti di fiume nella nuova programmazione europea e nelle strategie di sviluppo sostenibile e adattamento ai cambiamenti climatici. “Sono inseriti nell’ambito della voce, dedicata alle infrastrutture verdi e blu. Una voce che dispone di fondi FESR per 25 milioni di euro” ha ricordato Avenali “a cui si devono sommare 3 milioni a disposizione delle barriere acchiappa rifiuti. Insomma – ha concluso l’ex numero uno di Legambiente Lazio – siamo diventati un esempio per le altre regioni”. Ed ora, grazie alle risorse dell'Europa ed agli obiettivi contenuti nei vari contratti, i corsi d'acqua di Roma e del resto del Lazio possono guardare al futuro con più certezze di cinque anni fa.

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