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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Processo nomine, delegato al personale: "Raffaele Marra fece il nome del fratello"

Oltre a De Santis, è stato ascoltato anche l'ex assessore Meloni

Quarta udienza per il processo per falso documentale a carico della sindaca di Roma, Virginia Raggi. Ad essere ascoltati dal giudice Roberto Ranazzi, il delegato al Personale della sindaca Raggi, Antonio De Santis, Adriano Meloni, ex assessore al Turismo e al Commercio della Giunta capitolina, e Leonardo Costanzo, suo capo staff. Il processo a carico di Raggi è in relazione alla nomina, prima sospesa e poi congelata, di Renato Marra da dirigente della Polizia Municipale alla Direzione Turismo del Campidoglio per aver detto alla responsabile Anticorruzione che sull’assegnazione di quell'incarico aveva deciso in assoluta autonomia e che Raffaele Marra si era limitato a eseguire "le sue determinazioni". Dichiarazione che per la Procura viene smentita dal contenuto di alcune chat acquisite agli atti.

"Marra fece anche il nome del fratello"

"Nella riunione del 26 ottobre del 2016” le parole di De Santis “quando non si era ancora chiuso il termine per la presentazione delle candidature dei dirigenti interessati all'interpello, Raffaele Marra, allora capo del Personale, tra i nomi che fece quando si parlò di direzione Turismo c'era anche quello di suo fratello Renato. Non affrontammo mai la questione della fascia retributiva. L'assessore al commercio Adriano Meloni, presente in quella occasione assieme a me e a Leonardo Costanzo, si disse favorevole a quel nome" ha affermato De Santis. 

"La sindaca era contraria"

"Raffaele mi parò tante volte di suo fratello, anche prima di quell'interpello che come amministrazione decidemmo di fare sia per ruotare gli organici dirigenziali sia per dare un segno evidente di trasparenza in certe scelte”. Poi le motivazioni della scelta: “Renato era un soggetto molto apprezzato in Campidoglio, era stato anche premiato dall'amministrazione straordinaria del prefetto Tronca, era ritenuta una persona di valore con le sue legittime aspirazioni, spesso frustrate dalla presenza del fratello. Conobbi Renato prima dell'interpello, mi disse che avrebbe fatto anche un passo indietro di fronte alla ventilata possibilità di diventare capo o vice capo della Polizia Municipale. Era la sindaca stessa a non volere che ciò accadesse per chiari motivi di opportunità”.  

De Santis ha poi aggiunto che "la nomina di Renato Marra alla Direzione Turismo non avrebbe creato invece alcuna particolare criticità. Era fortemente voluto dall'assessore al Commercio che alla fine fu accontentato solo su quel nome e non su altri due dirigenti". Quindi ha ricordato che il 7 novembre del 2016 ricevette una mail proprio da Meloni, indirizzata per conoscenza a Raffaele Marra, alla sindaca e a Costanzo, che si complimentava con tutti per aver suggerito il nome di Renato Marra, aggiungendo anche un'altra circostanza: "Meloni e Renato Marra avevano già lavorato assieme quando andarono in moto in occasione di uno dei tanti blitz contro abusivismo commerciale". 

"Raggi era infuriata"

Quanto al tema delle polemiche successive alla nomina di Marra, e in particolare all'aumento di stipendio che ne conseguì, De Santis ha ricordato di una telefonata ricevuta dalla Raggi "infuriata" con lui per questo motivo: "Lei mi chiese se sapevo che Renato Marra avrebbe avuto un aumento di stipendio. Le dissi di no e il giorno dopo informai di ciò Raffaele Marra che mi rispose che la sindaca sapeva tutto anche perchè le aveva mostrato il brogliaccio con tutti i nomi dei dirigenti in lizza per le varie nomine. Quel brogliaccio, una sorta di griglia con le varie caselle da occupare, lo aveva fatto Raffaele Marra. Su nessun nominativo era indicata la nuova fascia di retribuzione ma trattandosi di nomine e promozioni la cosa era di fatto implicita. Io so per certo che nelle riunioni precedenti mai si parlò della fascia di stipendio di Renato Marra e che dopo quella telefonata fatta a me ebbi la percezione che la sindaca era fortemente risentita con Raffaele. Escludo anche che la sindaca conoscesse gli stipendi dei dirigenti e cosa avrebbe comportato una eventuale promozione".  

L'ex assessore Meloni

Il giudice Roberto Ranazzi ha ascoltato anche l’ex assessore al Commercio e al Turismo, Adriano Meloni.  "Durante l'incontro avuto con Raffaele Marra ho fatto una telefonata a Renato Marra. Raffaele Marra mi chiese di chiamare Renato confermandogli che lo avrei messo il suo nome come richiesta in quel ruolo lì. Non parlammo di posizioni stipendiali" ha raccontato in merito alla circostanza della riunione avuta il 26 ottobre 2016 con l'ex capo del Personale di Roma Capitale, Raffaele Marra, a circa un'ora dalla scadenza della presentazione delle domande da parte dei dirigenti per l'interpello allora indetto dal Campidoglio. "Quella era l'ultima data utile per i dirigenti per chiedere un ruolo specifico”. 

"Conoscevo Renato Marra"

Poi ha continuato: “Il nome di Marra mi fu suggerito da Antonio de Santis o da Raffaele Marra. Io conoscevo Renato Marra perchè allora era a capo del Gssu, che si occupava di repressione dell'abusivismo commerciale e ho avuto modo di lavorare con lui per due mesi. Mi sembrava una persona che si dava un gran da fare per combattere l'abusivismo e avevo un'opinione favorevole su di lui. Su due piedi mi sembrava strano per lui il ruolo di direttore del Turismo, poi mi convinsi che fosse la persona perfetta per quel ruolo. Non so cosa sarebbe successo dopo la mia richiesta sapevo solo che l'atto finale sarebbe stato firmato dalla sindaca". 

L'ex capo staff

Più preciso di Meloni su chi sottopose il nome di Renato Marra, il suo capo staff del tempo, Leonardo Costanzo, anche lui ascoltato dal giudice Ranazzi: "Raffaele Marra tirò fuori un elenco di nomi a noi sconosciuti e disse anche: 'Poi se volete ci sarebbe anche Renato, che sarebbe interessato a partecipare all'interpello'. Marra ci disse questo alla presenza di Antonio De Santis". Quanto alla telefonata fatta da Meloni a Renato Marra, Costanzo ha specificato: "Aspettava un beneplacito dall'assessore per presentare la domanda, ed è stato chiamato per dirgli 'puoi fare la domanda'".

"Mini Marra e Maxi Marra"

Quindi Meloni ha ricordato anche di avere affibbiato un soprannome per il fratello di Raffaele Marra: "Io ho coniato soprannome miniMarra, maxiMarra era il fratello. Ho l'usanza di dare soprannomi alla gente e tra il luglio e agosto 2016 ho dato (a Renato, ndr) quello di miniMarra anche per la sua statura minuta".

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