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Martedì, 18 Giugno 2024
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Caos elezioni europee: "Vi racconto le ore infernali nei seggi di Roma"

Il racconto della folle notte delle elezioni Europee 2024, tra programmi che non funzionano e scrutatori nei seggi fino a tarda notte

Scrutatori e presidenti sequestrati. Sistema in tilt e persone che, in piena notte, chiedevano semplicemente di poter tornare a casa. Le elezioni europee a Roma si sono trasformate in una vera e propria odissea per i dipendenti comunali e per chi ha voluto dare il proprio contributo come scrutatore. Quanto accaduto nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 giugno, stando alle testimonianze raccolte da RomaToday, ha del surreale.

Caos nei seggi di Roma

Ma cosa è accaduto, di preciso, durante le operazioni di scrutinio? Lo ha raccontato a RomaToday direttamente una scrutatrice, impegnata in una delle sezioni della Capitale. Una testimonianza che conferma le tante altre ricevute in redazione.

Lo scrutinio si è concluso verso l’una di notte, due ore dopo la chiusura del voto. A quel punto, gli scrutatori sono andati a portare la busta con i voti nella stanza dei messi comunali. Lì hanno trovato l’addetto che cercava di inserire, senza successo, i dati nella pagina dedicata dell’applicazione informatica.

Quando si entrava nella funzione “inserisci voti” serviva compilare un form con il numero identificativo della sede e, poi, scegliere il seggio per il quale si stava facendo la trasmissione dei dati. “Dando l’invio – racconta la scrutatrice - si apriva un’altra pagina dove quei dati erano completamente sbagliati: il seggio non era quello scelto, la sede non era più quella e non corrispondeva neanche più il municipio di appartenenza”.

Interventi

È stato tentato di tutto per far funzionare il sistema: chiudere e riaprire l’applicazione, pulizia della cache fino al classico “spegni e riaccendi” del pc. Niente di tutto questo ha funzionato. Verso le 2 di notte si comincia a sapere che questi problemi erano stati riscontrati un po’ in tutta Roma. “Intanto provavamo a contattare via Petroselli ma il numero era sempre occupato” racconta ancora. Dall’ufficio elettorale intanto, arrivava una comunicazione perentoria: per lasciare il seggio occorreva attendere la risoluzione del problema e il completo inserimento dei dati.

Tra le 2:15 e le 2:30 si sono tentati degli interventi sull’applicazione, tanto che le funzioni che andavano in errore erano state disabilitate. Ad un certo punto, dall’ufficio di via Petroselli è arrivata una nuova comunicazione: “Se i presidenti si fossero presi la responsabilità di firmare dei documenti saremmo potuti andare tutti a casa”. Un’odissea finita solo verso le 4 del mattino, quando le buste con i voti si sono “messe in marcia” verso la fiera di Roma. Una scelta quanto mai giusta visto che alle 13:50 mancavano ancora i risultati di circa 150 sezioni di Roma. 

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