Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica Ponzano Romano

Caos elezioni, Roma blocca i risultati definitivi delle Europee 2024

Un problema al sistema informatico di Roma ha fermato la trasmissione dei risultati dello scrutinio. Presidenti di seggio e scrutatori sono dovuti rimanere fino alle 4 del mattino nei seggi

Roma non sta permettendo di avere i risultati definitivi delle elezioni Europee 2024. Lo dicono i numeri. Alle 9:55 di oggi, lunedì 10 giugno, a livello nazionale erano arrivati i dati di 60.647 sezioni su 61.650, con 1.003 sezioni che ancora non hanno dato il conteggio complessivo dei voti. A Roma, alla stessa ora, erano state completate 1.622 sezioni su 2.599: ne mancano ancora 977. Un problema al sistemo informatico ha mandato in tilt i seggi e, di fatto, costretto presidenti e scrutatori a rimanere nelle sezioni fino alle 4 di notte.

Sistema informatico in tilt

Dopo la chiusura delle urne alle 23 è cominciato, domenica 9 giugno, lo spoglio delle schede elettorali. Una volta terminato, bisognava inserire i risultati nel sistema informatico. Peccato che, come verificato da RomaToday, il software abbia registrato rallentamenti che non hanno permesso, di fatto, lo svolgimento di questo passaggio fondamentale. Questo ha comportato un vero e proprio caos e l’impossibilità di avere, in Italia, il dato finale sulle Europee 2024.

Cosa è successo

Appreso dei malfunzionamenti, il dipartimento trasformazione digitale e le società incaricate di Roma hanno cominciato verificare e monitorare la situazione per trovare una soluzione. Come anticipato, nella mattinata di oggi, lunedì 10 giugno, i dati definitivi non erano ancora arrivati.  

Disastro senza precedenti

I sindacati Fp Cgil Roma Lazio e Uil Fpl Roma Lazio hanno diramato una nota nella quale si parla di “disastro senza precedenti”. Il personale coinvolto nelle elezioni e in altri servizio  “sono stati letteralmente sequestrati e hanno dovuto rimanere presso i seggi elettorali fino a tarda notte in quanto non era possibile inserire i risultati dello spoglio a causa di un problema tecnico sul sistema informatico, ricevendo disposizione di attendere presso il seggio la risoluzione del problema”. Insomma, nessuno poteva andare via finchè i risutati “cartacei” non venivano trasmessi a livello informatico.

Caos elezioni europee: "Vi racconto le ore infernali nei seggi di Roma"

Nel cuore della notte visto che i problemi non venivano superati, “è arrivata la comunicazione, da parte del dipartimento responsabile, di consegnare il materiale elettorale e i risultati presso la fiera di Roma per poi effettuare successivamente l’inserimento dei dati a sistema quando poi il problema tecnico verrà risolto. Una decisione che sarebbe dovuta arrivare ore prima, invece di lasciare il personale per più di venti ore presso i seggi” dicono i sindacati.

Problemi già da venerdì 7 giugno

Antonio De Santis, consigliere della lista civica Raggi ed ex assessore al personale di Roma Capitale, racconta a RomaTodai di aver denunciato questi problemi "già da venerdì 7 giugno. Non possiamo accettare che una città che ha un peso come Roma dal punto di vista dell’esito delle elezioni non abbia ancora le preferenze, unico caso in Italia – dice – alle 5 del mattino una lunga fila di automobili si è incolonnata per portare fisicamente le schede alla fiera di Roma. Una gestione del tutto deficitaria per un evento che non è certo arrivato all’improvviso. Pongo l’accento – continua - sul fatto che manchino ancora i voti ma anche e soprattutto sul supplizio al quale sono stati sottoposti tutti i dipendenti coinvolti nelle operazioni di voto”.

Le scuse di Roma Capitale

Nella tarda mattinata sono arrivate le scuse nei confronti  del "personale tutto, i presidenti di seggio, i rappresentanti del sindaco e gli addetti agli altri servizi per l'attesa e i disagi, dei quali verranno debitamente approfondite le responsabilità, seguiti alla chiusura delle votazion" da parte dell'assessore alle Politiche del personale di Roma, Andrea Catarci. "Ci preme evidenziare - sottolinea Catarci - che il blocco e i rallentamenti che hanno interessato il sistema operativo nel corso della nottata tra domenica e lunedì non hanno riguardato le operazioni di voto, concluse regolarmente come le rilevazioni precedenti sull'affluenza, bensì il caricamento dei dati nella piattaforma informatica. Dopo i primi tentativi di risoluzione da parte del dipartimento Trasformazione Digitale e delle aziende informatiche, risultati vani, si è consegnato il materiale elettorale alla fiera di Roma per inserirlo non appena ristabilita la funzionalità del sistema. Allo stato le problematiche sono state in parte superate e si è al lavoro per recuperare il gap quanto più tempestivamente possibile” conclude la nota di Catarci.

Chiesti i rinforzi

Intorno alle 14, con ancora 154 sezioni non pervenute, la direzione del Campidoglio ha chiesto di individuare quattro impiegati per ciascuna struttura comunale da mandare alla fiera di Roma, padiglione 9, per aiutare nell'inserimento dei dati. 

Seggi che non esistono

Una lettrice di RomaToday, impegnata nel seggio del Liceo Kant, ci ha contattato verso le due di notte di domenica per denunciare “il delirio” nelle sezioni. Oltre ai problemi di inserimento dei dati, “il sistema informativo associa alla scuola Kant seggi che qui non esistono” ci ha detto. Lo scrutinio si era concluso poco dopo l’una ma, per i problemi già descritti, nessuno poteva andare a casa, costringendo presidenti e scrutatori a rimanere “bloccati presso la scuola”.

"Non riusciamo ad inserire i nomi sul sistema, tutta Roma è bloccata. Non potete immaginare il caos, non è normale" ci dice un'altra lettrice dai seggi. Un'altra racconta come, in piena notte, le schede siano state trasferite verso la fiera di Roma "perchè il sistema è saltato. I dati verranno inseriti direttamenti lì, una cosa sconvolgente". "Una cosa abominevole - racconta un altro lettore - hanno cambiato l'applicazione e quelli del seggio sono rientrati alle 8:30 del mattino perchè non funzionava. Qualcuno deve pagare di tasca propria l'inefficienza". 

Allarme lanciato un mese fa

“Anche la Prefettura ha le sue responsabilità visto che oltre un mese fa avevamo lanciato l’allarme per le enormi difficoltà legate al cattivo funzionamento dei sistemi informatici dell’anagrafe centrale – scrive, in una nota, Mary Garau del sindacato SGB - ma tanto più per la grande disorganizzazione: dalle nomine dei rappresentanti del sindaco con la sostituzione immotivata del personale anziano ed esperto senza alcuna reale motivazione, alle surroghe dei presidenti di seggio; dall’aver ignorato i giovani volontari fino alle nomine dei presidenti e degli scrutatori mai arrivate a destinazione” incalza la rappresentante di SGB.

“E ancora: l’invio delle tessere elettorali per posta, con enorme dispendio di denaro, il taglio dello straordinario al personale dei Municipi, presi comunque d'assalto da cittadini inferociti, che ha comportato anche una deprecabile aggressione a una funzionaria nella sede decentrata del I Municipio, per finire con l'inserimento dati attraverso il sistema SIPO, bloccato più volte e più volte riavviato” prosegue Garau di SGB.

“Solo questa mattina si è infine giunti alla decisione da parte della direzione Servizi Delegati di consegnare a mano i modelli cartacei con i voti da parte dei rappresentanti del sindaco, con una fila senza precedenti verso la fiera di Roma, ma con la “liberazione” dei presidenti di seggio sequestrati nelle varie scuole. Per tutto questo ci aspettiamo che il sindaco Gualtieri accerti le responsabilità di questo sfascio e assuma una presa di posizione netta su chi ha sbagliato” conclude Mary Garau di SGB.

Il sindacato chiama in causa sindaco e ministero

Giancarlo Cosentino, segretario generale della Cisl Fp di Roma Capitale e Rieti, ha stigmatizzato in una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sindaco Roberto Gualtieri, quanto accaduto nella notte tra domenica e lunedì: “Precettazioni di massa, disagi per ritirare il materiale elettorale, ‘sequestro’ fino all’alba all’interno del Dipartimento per la consegna dei verbali al termine del voto. Il caos che si è determinato, ancora una volta, in occasione delle elezioni europee si è abbattuto in primo luogo sui dipendenti capitolini che hanno pagato ingiustamente il prezzo di una disorganizzazione che va risolta una volta per tutte. È chiaro che tra guasti informatici e procedure fuori dal tempo, la responsabilità dell’ordinato svolgimento delle operazioni di voto, in capo al livello nazionale, rischia, com’è successo, di diventare esplosiva in una metropoli come Roma. Una brutta figura per la Capitale e un danno inaccettabile nei confronti dei lavoratori e della partecipazione democratica”. Per il sindacato “occorre un cambio di passo sia nella digitalizzazione delle fasi preparatorie del procedimento elettorale, che nello snellimento delle procedure. La complessità della macchina organizzativa richiede interventi immediati per raccordare i diversi soggetti chiamati a far funzionare, con le specifiche competenze, il meccanismo del voto. Serve più informatizzazione, ma soprattutto più attenzione alle risorse umane, in particolare al personale comunale coinvolto”.

“Ad ogni tornata elettorale si assiste ad un impiego massivo, anche coattivo, dei dipendenti capitolini nei servizi per garantire il corretto svolgimento delle operazioni di voto”, spiega Cosentino. “Gli interventi che abbiamo richiamato sono indispensabili per non dover più assistere, a Roma come in altre realtà urbane, alle gravi difficoltà emerse anche in questa occasione con pesanti e inaccettabili ricadute sui lavoratori degli enti. Per questo chiediamo interventi urgenti per risolvere una volta per tutte i problemi evidenziati e preparare Roma Capitale alle prossime sfide”, conclude Cosentino.

Esposto alla Corte dei conti

Il capogruppo della Lega capitolina, Fabrizio Santori, ha annucniato che presenterà un esposto alla Corte dei conti: “La Roma del Pd e del sindaco Gualtieri non ha perso l’occasione per imbastire l’ennesima figuraccia di misura continentale - scrive in una nota - trasformando gli scrutini delle schede elettorali nell’ennesimo flop dei sistemi informatici del Campidoglio. Tutto a scatafascio: un miserabile spettacolo già visto, e subìto, con il sistema sanzionatorio e con quello anagrafico. La Lega ha pronta un’interrogazione urgente per chiedere una verifica interna al primo cittadino con richiesta di accesso agli atti. Vogliamo che siano individuati e puniti i responsabili di quanto è accaduto, e stiamo redigendo un esposto da inviare alla procura regionale della Corte dei conti”. 

"Quanto accaduto "è un fatto molto grave di cui le autorità preposte devono rendere conto - dichiara, in una nota, l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino, capolista AVS - in ogni caso mi sto recando alla fiera di Roma per verificare di persona quanto sta accadendo, dove da quanto mi risulta il Campidoglio sta allestendo un centro di raccolta e spoglio manuale delle schede". 

Durissimo anche l'attacco del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Intorno alle 17:00, quando mancavno ancora 78 sezioni all'appello, ha pubblicato questo post sul suo profilo Facebook

Il caos era iniziato già nel pomeriggio del 7 giugno ma, questa volta, non per colpa del sistema informatico. Prima della formazione dei seggi i cosiddetti "rappresentanti del sindaco" si erano recati in via Petroselli per ritirare le nomine e i materiali per i seggi. Qui hanno trovato una coda lunghissima. In centinaia sono rimasti sotto il sole e non sono mancati i malori. Parliamo di dipendenti comunali che ad ogni tornata elettorale sono chiamati a presidiare i seggi, trasformandosi, laddove occorre, in presidenti. A loro va anche il compito di chiudere i voti e di portarli poi al seggio centrale. Ma quando c'era da ritirare il materiale c'è stato il caos.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caos elezioni, Roma blocca i risultati definitivi delle Europee 2024
RomaToday è in caricamento