Sanità, presidio dei sindacati all'Umberto I: "Sicurezza, assunzioni e contratti le priorità"

Al presidio hanno partecipato anche i segretari generali nazionali di categoria Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi

“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Questo lo
slogan dell’iniziativa, promossa da Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl di Roma e del Lazio nell’ambito della mobilitazione nazionale, che si è svolta questa mattina, venerdì 13 novembre, a partire dalle ore 10 davanti all'ospedale Policlinico Umberto I. Al presidio hanno partecipato anche i segretari generali nazionali di categoria Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi.

Come fanno sapere i sindacati in una nota, i lavoratori del pubblico impiego e dei servizi pubblici hanno partecipato in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni. Un'iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane.

In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, “le lavoratrici e i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario" spiegano le categorie dei servizi pubblici Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. “È assolutamente necessario garantire loro di lavorare in sicurezza,
assicurandogli costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Se non ci occupiamo di mettere in sicurezza il personale sanitario, mettiamo a rischio la loro salute, quella dei cittadini e il servizio di cura".

Continuano i sindacati: "Solo da pochi giorni nel Lazio si è reso più stringente l’impegno a effettuare test ogni 15 giorni per tutto il personale sanitario delle strutture pubbliche e private e per chi si occupa di servizi sociosanitari e socioassistenziali, inclusi i servizi comunali. Lavoriamo per estendere ancora la sorveglianza sanitaria includendo tutto il personale, come chi, ad esempio, si occupa di pasti e pulizie negli ospedali, e di garantire adeguata formazione e sufficienti forniture di DPI”.

I contagi tra gli operatori, "oltre 2000 nel Lazio, sono una conseguenza delle disomogeneità registrate nelle varie aziende e strutture sanitarie in tema di sicurezza, non solo riguardo a test e dispositivi ma anche riguardo a protocolli e percorsi non chiaramente distinti tra Covid e non Covid. Contagi che, oltre che a costituire un rischio per la salute, aggravano le condizioni di lavoro per chi è in servizio, mettendo in luce le carenze di personale che da anni denunciamo,su ogni professionalità".

Le assunzioni effettuate fino ad oggi per i sindacati non bastano: "Oltre 6500 tra medici e infermieri sono stati assunti, e nuove selezioni si stanno aprendo, ma per colmare il deficit, che ha fatto perdere nel Lazio oltre il 10 per cento del personale in 15 anni, deve essere fatto uno sforzo straordinario per immettere personale in più, almeno 10 mila unità, in forma stabile, utilizzando ogni spazio finanziario e normativo possibile, anche attraverso la stabilizzazione dei precari”. 

Infine, concludono: “è importante che si rinnovino i contratti, per valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma anche prima di tutto un diritto”.

Dopo il presidio di oggi, il 16 novembre si terrà un nuovo presidio sotto la Regione Lazio dalle 9.30 alle 13.00. “Oltre alle priorità elencate, le stesse per tutto il territorio nazionale, continuiamo a tenere alta l’attenzione su un altro tema prioritario in questa regione: le condizioni di lavoro per gli operatori della sanità privata accreditata e la mancata applicazione del CCNL appena rinnovato”.

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