Sgomberi, venerdì nuova protesta in Prefettura. Unione Inquilini: "Gli sgomberi senza alternative sono illegali"

Appuntamento ore 10 in piazza Santi Apostoli

Stop a sgomberi e sfratti. La Roma del disagio abitativo, delle occupazioni, dei senza tetto, degli sfrattati e di coloro che stanno per perdere casa farà sentire la propria voce venerdì 18 gennaio in piazza Santi Apostoli. Appuntamento alle ore 10 per un presidio che ha come obiettivo il Comitato per l’ordine e la sicurezza previsto in Prefettura per le 11 dello stesso giorno al quale è atteso anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E se i manifestanti non si aspettano “ripensamenti” da parte del vicepremier leghista, l’appello è rivolto a Comune e Regione: “Riteniamo che non debbano avallare operazioni di polizia ulteriori e accettare, di fatto, di avvelenare ancora di più le tensioni sociali che questa città già soffre”. 

L’appuntamento arriva a poche ore dallo sgombero-lampo di due immobili nella zona di Tor Cervara, abitati da senza casa rimasti senza un tetto in seguito a precedenti sgomberi, in particolare quelli di via Raffaele Costi e dell’ex fabbrica Fabbrica della Penicillina a San Basilio. Oltre al freddo della strada, con l’operazione di ieri, sono arrivate anche le prime denunce per ‘invasione di edifici’ così come previsto dal decreto Sicurezza. 

“A nulla è valso il decimo clochard morto a Roma a causa del freddo in poco più di due mesi” si legge in una nota dei movimenti per il diritto all’abitare. “I morti e gli sgomberati sono accomunati da un identico destino, essere dimenticati, invisibili e quindi non vittime delle gelide temperature, ma delle pratiche di esclusione sociale e della mancanza di tutele di diritti primari quali l’alloggio e l’accoglienza. Il ripristino della legalità rimane l’unico imperativo al quale rispondere, con buona pace dei migliori sentimenti di umanità possibili”. 

Non ci saranno solo gli occupanti in piazza ma tutta una città che “soffre la mancanza di una certezza del presente. Parliamo degli inquilini sotto sfratto, ai quali un tempo si concedevano proroghe legate alle festività e alle intemperie invernali. Degli abitanti delle case di Ostia minacciati di sgombero così come le tante famiglie ritenute occupanti senza titolo delle case popolari. Per non parlare degli stabili vuoti occupati per necessità e strumentalmente indicati come pericolanti e quindi da liberare con urgenza. Vogliamo sapere quanto ancora Roma intende sopportare questa sciatteria sociale. Questa incapacità di programmare politiche abitative e un welfare accettabile”. 

In piazza anche Unione Inquilini: “Continuiamo la mobilitazione permanente per chiedere lo stop a sfratti e sgomberi" le parole del segretario romano Fabrizio Ragucci "ma soprattutto per ricordare la necessità di istituire la cabina di regia come previsto dal decreto sicurezza. Una misura necessaria per tutelare tutte le famiglie in disagio economico - sociale e non solo le indefinite ‘fragilità’ di cui parla il Comune di Roma, che rischiano lo sgombero alle quali va garantito il passaggio di casa in casa. Chiederemo se la cabina di regia è attiva e se si stia già provvedendo alla mappatura degli immobili in disuso da destinare alle famiglie”. 

Il segretario nazionale di Unione Inquilini, Massimo Pasquini, ha scritto una lettera alla prefetta di Roma Paola Basilone ricordandole che, a differenza di quanto accaduto recentemente, non è possibile portare avanti sgomberi senza alternative.

Quanto scritto sotto riporta fedelmente l'iter previsto in caso di sgomberi di immobili dall'articolo 31 ter della legge 132/2018” esordisce. “Come è del tutto evidente li è previsto un preciso iter al quale attenersi per procedere agli sgomberi. Il citato articolo prevede, una volta che il Comitato per l'ordine e la sicurezza stabilisca uno sgombero, che si attivi una cabina di regia che dovrà garantire la tutela dei soggetti in situazione di fragilità che non sono in grado di reperire autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa. In mancanza di questa tutela lo sgombero non può essere eseguito e va deciso un differimento di un anno affinché si creino le condizioni per garantire appunto la tutela delle famiglie che non possono trovare autonomamente una sistemazione si presume nel libero mercato.

Non a caso nella cabina di regia è prevista la presenza di Regione, Comune e enti gestori case popolari, perché quel tipo di famiglie non può trovare sistemazione nel libero mercato e devono entrare in azione i soggetti pubblici che hanno la delega alle politiche abitative.

Detto questo voglio auspicare che Lei Prefetta, tenuto conto anche della presenza del Ministro Salvini alla riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza di Roma prevista per venerdì 18 gennaio voglia prendere atto dell'articolo 31 ter del decreto sicurezza legge 132/2018 e che avvii nell'evidente assenza di forme di tutela delle famiglie interessate da eventuali sgomberi, l'iter di sospensione degli sgomberi, di tutti gli sgomberi, fino a quando la cabina di regia, una volta istituita, metta in pratica le azioni di tutela garantite dall'Art. 31 ter.

Non vorremmo come successo in passato anche recente, e in vigenza della legge citata si proceda a sgomberi che sembrerebbero illegali nel senso fuori dalle previsioni di leggi vigenti in questo caso dal 1 dicembre 2018. Sono certo che terrà in debito conto quanto le ho scritto e rammento a me e a lei quanto prevede il citato articolo 31 ter sotto riportato in sintesi nelle sue parti salienti".

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