Venerdì, 6 Agosto 2021
Politica Pigneto / Via Prenestina, 45

Atac, sit-in dei lavoratori alla sede di via Prenestina: "No ai licenziamenti"

Nel mirino del presidio indetto da Usb il licenziamento di quattro dipendenti 'assenteisti'. "Le istituzioni capitoline nascondono i reali problemi dell'azienda". Presente anche Micaela Quintavalle di Cambia-menti M410

Il presidio davanti alla sede di Atac (foto Facebook Micaela Quintavalle)

Lavoratori in presidio davanti alla sede di Atac in via Prenestina 45 per protestare contro il licenziamento di quattro dipendenti che hanno effettuato troppi giorni di assenza. "No ai licenziamenti dei dipendenti, licenziamo i dirigenti". Lo striscione esposto al sit-in indetto dall'Unione sindacale di base. "Ancora una volta le istituzioni capitoline gettano in pasto alla stampa un’intera categoria al fine di nascondere alla cittadinanza romana le reali problematiche che hanno portato ATAC sull’orlo del fallimento" si legge nella nota del sindacato che chiama alla mobilitazione. "Leggendo le dichiarazioni del Sindaco e dell’Assessore sembra che i mali di ATAC siano da attribuire all’assenteismo dei lavoratori e 'stranamente' proprio nei giorni scorsi Atac ha consegnato ad alcuni lavoratori le lettere di licenziamento per “scarso rendimento” ma, dalle notizie in nostro possesso lo “scarso rendimento” in  Atac è dovuto alla fruizione della legge 104, una legge di questo stato che permette ad un lavoratore di assistere un familiare disabile.”
 
Per Walter Sforzini dell'Usb le istituzioni dovrebbero rispondere ad altre domande su "mafia capitale" o "sullo scandalo della falsa bigliettazione”. E ancora nel mirino ci sono "i milioni di euro l’anno per consulenze esterne" o "perché ogni giorno almeno il 40% dei bus resta fermo in deposito perché guasti (130 bus fermi solo nel deposito grotta rossa)”.

Alla manifestazione era presente anche Micaela Quintavalle leader dell'associazione Cambia-menti M410, che su Facebook ha spiegato i motivi della protesta: "Non è in tutela dei quattro lavoratori licenziati. Noi non siamo nè boia nè avvocati. La magistratura si occuperà di responsabilità personali". I dipendenti sono in strada "per tutelare i diritti dei lavoratori, per opporsi all'annientamento del diritto alla malattia, all'annientamento del diritto alla sicurezza. Ad un servizio basato solo sulla produttività ed il gettone di presenza. Per richiedere il rinnovo di un contratto scaduto da una vita". Un contratto "senza diritti": "Niente premio di produzione, niente rinnovo del contratto nazionale, niente sicurezza, niente ferie. Invece di vedere lavoratori combattere vedremo autobus e treni portati da conducenti con 39 di febbre".

Quintavalle, però, si scaglia contro la scarsa partecipazione al presidio di stamattina: "Uno sparuto gruppetto di persone. L'ennesimo. Cos'è? Tutti diavoli su Facebook e poi? Mentre dalle finestre della sede centrale ci deridono voi evitate di partecipare perchè poi la vostra Rsu collusa vi tira le orecchie? Ma non vi vergognate?". E ancora: "Noi siamo qui, voi dove state? Sembra non sia dei vostri figli il futuro per cui sia necessario combattere". Poi la chiosa, amara: "I nostri vecchi hanno lottato, lacrime, sudore e sangue per ottenere quello che ci hanno lasciato, e noi? Con la coda tra le gambe a casa, tutti silenti. Ci vendiamo per niente, Ci deludiamo per niente. Hanno vinto loro".

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