Campidoglio: associazioni, sindacati e movimenti in piazza "per costruire la Capitale dei diritti"

La manifestazione 'Democrazia in comune' è stata organizzata dalla Rete dei numeri pari

Giustizia sociale. Accoglienza. Sicurezza. Libertà. Reddito. Casa. Inclusione. Lotta alle mafie. Cooperazione. Salute. Ogni ‘diritto’ un cartello, tutti i cartelli uniti da un filo, realizzato da persone senza casa in materiale riciclato. La Rete dei numeri pari si è riunita questa mattina in Campidoglio per un presidio dal titolo ‘Democrazia in Comune. Dalla Capitale delle disuguaglianze alla Capitale dei diritti’.

In piazza i rappresentanti delle oltre 90 realtà cittadine che compongono la Rete, dalle associazioni ai sindacati, dalle cooperative alle parrocchie, dai centri antiviolenza alle scuole pubbliche fino ai movimenti per la casa e quelli studenteschi, “ma anche decine di adesioni esterne”. La convocazione sotto Palazzo Senatorio è scattata quindi “per dare voce a chi è rimasto indietro, ai più deboli, agli emarginati, a tutti coloro che in questi mesi hanno pagato di più la crisi, a chi è rimasto senza casa e senza reddito”. Perché la “situazione era già drammatica prima del Covid 19”, Roma “era già la capitale delle disuguagliaze e delle mafie”.

Al centro, però, non solo la denuncia ma anche e soprattutto le proposte: “Oggi hanno preso parola persone che non rappresentano solo realtà ma problemi concreti e che si sono fatti portatori di proposte concrete”. In piazza “è scesa la società in movimento di Roma”.

Forte la critica verso l’amministrazione pentastellata di Virginia Raggi. “La narrazione per la quale siamo poveri furbetti da scovare deve smettere. Abbiamo bisogno di risposte concrete da cui far ripartire la città e siamo pronti a metterci al lavoro per immaginare una città diversa, che metta al centro salute, diritti e una prospettiva di uguaglianza. Per questo da un minuto dopo questa manifestazione fino a marzo, mese in cui Roma dovrebbe vedere l’elezione di un nuovo sindaco, siamo pronti a metterci al lavoro per disegnare la città che vogliamo”.

Nel corso della manifestazione, inoltre, un gruppo di residenti nell’occupazione di viale del Caravaggio ha messo in campo un flash mob al grido di “Caravaggio non si tocca”. L’occupazione è in cima alla lista degli sgomberi al tavolo in Prefettura, fermi fino a settembre, ma le alternative per i residenti ancora non sono state stabilite. 

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