Domenica, 14 Luglio 2024
Politica Torre Spaccata / Via Roberto Fancelli

Pratone di Torre Spaccata: la Sovrintendenza sposa la causa del parco, ma il municipio la boccia

Undicimila cittadini chiedono, con una delibera, di non cementificare il "pratone". In attesa del giudizio del Campidoglio, ecco le novità

Una notizia positiva ed una negativa per i cittadini che vogliono trasformare il pratone di Torre Spaccata in un parco archeologico. Per riuscirvi hanno raccolto migliaia di firme e presentato una delibera d’iniziativa popolare. Servono per chiedere al Campidoglio di approvare una variante urbanistica.

Il piano regolatore non aveva previsto, nei quasi sessanta ettari di proprietà di Cassa depositi e prestiti che separano viale Bruno Pelizzi e via Roberto Fancelli, la realizzazione di un parco archeologico. Quell'area è anzi interessata da finanziamenti del PNRR ed attenzionata da Cinecittà Studios che vorrebbe realizzarvi dei teatri di posa. Ma sono di tutt'altro avviso 11mila romani, quelli cioè che vorrebbero convicere il comune, con la delibera, a modificare le previsioni urbanistiche su Torre Spaccata che, oltre ai teatri, prevede la nascita di una "centralità urbana".

La notizia positiva, per chi ha firmato la proposta di delibera, è in realtà duplice. Perché, hanno fatto sapere dal comitato Pratone di Torre Spaccata, il dipartimento ambiente ha fornito parere di conformità. Ed è già un primo risultato. Ma le ragioni di maggiore soddisfazione do questi cittadini, che già nel 2022 avevano portato all’attenzione del comune il destino dell’area verde, sono da ricercare soprattutto nel parere della Sovrintendenza capitolina ai beni culturali.

La Sovrintendenza ed il parco archeologico

L’organismo cittadino che opera per la valorizzazione dei beni archeologici, storico-artistici e monumentali di proprietà comunale,ha riconosciuto “l’elevata importanza del patrimonio archeologico ed ambientale dell’area attinente il Pratone di Torre Spaccata”. Al riguardo ha ricordato i sondaggi effettuati tra il 2000 ed il 2005, ed ha inoltre sottolineato di aver già chiesto alla Soprintendenza di Stato , nell’estate del 2021, diversificare l’interesse archeologico del sito. E’ lì infatti che sono state rinvenute 4 ville rurali romane, con funzioni residenziali e produttive: la villa di via Lizzani, la villa di via Sommariva, la villa A204 e la villa del Casale di Torre Spaccata.

Fatte queste premesse, la Sovrintendenza capitolina ha espresso il proprio parere favorevole alla delibera ed alla richiesta di procedere con una variante urbanistica. Non solo. Ha infatti sostenuto anche la proposta di istituire un tavolo istituzionale permanente, finalizzato alla valorizzazione dell’area in connessione con il parco archeologico di Centocelle. 

La bocciatura del municipio VII

La nota dolente arriva invece dal municipio VII. L’aula consiliare infatti si è dichiarata contraria alla delibera d’iniziativa popolare che, in forza di oltre 10mila firme, è stata portata avanti dai cittadini. La maggioranza si è schierata in maniera compatta contro il provvedimento, con la sola estensione del capogruppo di Roma Futura ed il voto invece favorevole di Sinistra Civica Ecologista. In tutto però 14 consiglieri (Pd + lista gualtieri) non l’hanno approvata. Due sono stati gli astenuti ( Roma Futura e Italia Viva) e sei i voti favorevoli, 5 dei quali ottenuti dall’opposizione. 

Pratone di Torre Spaccata: l'intervista all'assessore all'urbanistica

“Il PD, che a parole in ogni sede dichiara lo stop al consumo di suolo e parla di sostenibilità e verde pubblico, ha votato in municipio contro una delibera con cui 11mila persone dicono basta al consumo di suolo a Roma e chiedono che il pratone di Torre Spaccata diventi tutto parco. Ha votato contro uno spazio selvatico di 58 ettari che ospita una biodiversità unica. Contro la possibilità di dare alla cittadinanza un parco pubblico, in un quadrante della città già sommerso da costruzioni. A favore di rendita, speculazione, consumo di suolo, nuovo cemento” avevano commentato, all’indomani del voto, gli attivisti del comitato Pratone di Torre Spaccata. 

Si tratta, ad ogni modo, di pareri non vincolanti. Non lo sono neppure quelli dei dipartimenti e della Sovrintendenza che, però, contribuiscono a bilanciare le posizioni su una questione che attende una risposta. La decisione finale spetta all’Assemblea Capitolina. 
 

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