Marino al pranzo di Sant'Egidio: "Mi auguro che nel 2015 Roma possa ripartire"

Il sindaco prima del brindisi di Natale: "La nostra amministrazione si impegnerà ancora di più per chi è rimasto indietro e darà più attenzione al decoro e alle periferie"

"Riuniti come una vera comunità, è questa la Roma che più mi piace. Tutti insieme, ognuno con la sua storia, siete bellissimi". Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha salutato nella chiesa di Santa Maria in Trastevere 410 persone indigenti raccolte per il tradizionale pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.

"Viviamo in un'epoca - ha aggiunto Marino - in cui sta diventando sempre più ampio il divario tra chi è straordinariamente ricco e chi è straordinariamente povero e non ha nemmeno da mangiare la sera". Il sindaco ha parlato dei rifugiati politici e dei richiedenti asilo, alcuni dei quali presenti nella chiesa di Trastevere: "Rispetto ad una sfida così epocale, preferisco essere in minoranza, ma sempre dalla parte dei più deboli".

Prima di dare il via al brindisi, seguito da un lungo applauso all'interno della chiesa, il sindaco ha garantito che "la nostra amministrazione si impegnerà ancora di più per chi è rimasto indietro e darà più attenzione al decoro e alle periferie".

E poi l'auspicio più grande. "Dopo aver messo in ordine i conti, insieme al ministro Padoan, a Graziano Delrio e al premier Renzi, mi auguro che nel 2015 la città possa ripartire". "Con investimenti, nuovi alloggi popolari e con manutenzione straordinaria che la città attende da tanto tempo, con un'attenzione alle periferie - ha aggiunto il sindaco -, come già sta succedendo grazie all'istallazione di 200 mila punti luce led, più decoro e trasporto pubblico. Nel 2015 saranno inaugurate anche le fermate della metro Lodi e San Giovanni che cambieranno la vita di un intero quadrante della città".

Parole anche per immigrati e rifugiati politici, con qualche appunto. "L'Italia e Roma devono accogliere chi fugge dalle guerre e dalle torture e devono offrire dei servizi a queste persone, ma il ministero dell'Interno deve rivedere la ridistribuzione dei flussi di rifugiati e richiedenti asilo. Solo Roma ospita il 20% di questi ma in un grande paese bisogna fare lo sforzo di ridistribuire l'accoglienza, tutti devono contribuire". 

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