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Piazza del Campidoglio di notte (immagine d'archivio)

Piazza del Campidoglio di notte (immagine d'archivio)

Poteri per Roma, Raggi cerca la sponda delle opposizioni ma l'intesa è lontana

Il centrodestra: "No a compromessi a ribasso". Domani l'incontro dei capigruppo con la sindaca in Campidoglio

Da una parte il centrodestra, che giocherà ad alzare il più possibile la posta, dall'altro il centrosinistra, quasi costretto a dialogare dall'allenza in essere a Palazzo Chigi. Nel mezzo la sindaca, che di un'intesa bipartisan ha bisogno per esercitare con più forza il suo pressing sul Governo. Così la riforma di Roma Capitale torna ad agitare le acque di palazzo Senatorio. Raggi incontrerà i capigruppo di maggioranza e opposizione domani alle 16. Obiettivo: partorire un testo condiviso da tutte le forze politiche e discuterlo in aula il 27 novembre, giorno del Consiglio straordinario sul tema.

A caccia dell'intesa

Una partita antica e mai risolta quella di un surplus di poteri amministrativi per la Città eterna, che ora la prima cittadina è più che mai decisa a vincere. Da qui la scelta di avviare un'interlocuzione con le minoranze, trattare con i parlamentari per la definizione dei contenuti del disegno di legge da mandare alle Camere, e portare a casa il risultato entro fine consiliatura. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo un accordo, quello appunto con le forze di opposizione locali, non semplice da raggiungere. 

Il Pd pronto al dialogo

Più incline al confronto, volente o nolente, il Partito democratico. Nemico in Campidoglio ma amico in parlamento - almeno sulla carta - si trova costretto a dividere meriti, e demeriti, di quanto fatto, o non fatto, per Roma, laddove è chiamato in causa anche il Governo centrale, giallorosso. "L'idea è quella di costruire tutti insieme un ordine del giorno che inquadri i termini di una riforma strutturale per la città" spiega il capogruppo Giulio Pelonzi. Non fermarsi quindi alle singole voci possibile da inserire nella manovra finanziaria, è il diktat. E far sì che il M5s non si limiti, per esigenze proprie e circostanziate alla campagna elettorale delle prossime amministrative, a chiedere esclusivamente più disponibilità di cassa.

"Serve il sostegno di tutti però" precisa il dem, con riferimento al centrodestra, che nella partita, essendo all'opposizione non soltanto in aula Giulio Cesare, ha nei fatti ben poco da perdere. "Il timore è che non vogliano realmente una riforma e stiano utilizzando la questione per strumentalizzazioni meramente politiche". Tradotto: che sia solo un tema su cui fare opposizione, ingigantire le richieste, mettere Raggi all'angolo e poi poter dire "non hanno fatto nulla per Roma". 

La destra: "No a compromessi solo per Raggi"

"Capiremo da domani se quello che vuole il sindaco è un dialogo reale e costruttivo o semplicemente una copertura istituzionale per i suoi obiettivi politici personali" attacca il capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo, appena uscito da un faccia a faccia con i capigruppo di centrodestra, Davide Bordoni (Forza Italia) e Maurizio Politi (Lega). I tre sono intenzionati a dare battaglia. "Serve una reale attuazione del dettato costituzionale e normativo che dia vita a una riforma di alto profilo istituzionale" spiega ancora De Priamo.

La bozza di legge in parlamento

Nel mirino una bozza di disegno di legge della maggioranza 5s alla Camera, circolata tra gli addetti ai lavori nelle ultime due settimane. Dieci articoli dove si punta ad ampliare i margini di intervento del Comune sui fronti più caldi, dai trasporti ai rifiuti, con accesso diretto ai fondi governativi ed europei, e lo scavallamento delle competenze oggi in capo alla Regione. Più l'istituzione di un tavolo interstituzionale e di un ufficio speciale dedicato a Roma Capitale. Troppo poco. 

"Così come lo abbiamo letto sui giornali, perché noi non siamo stati direttamente informati, il progetto del M5s è un compromesso a ribasso, privo tra l'altro delle necessarie coperture finanziarie. Quello di Raggi è un bluff" commenta Politi, capogruppo leghista, per quanto la questione di Roma grande capitale d'Europa non sia poi così gradita al leader Matteo Salvini. "Una serie di competenze fondamentali per la città, dai trasporti ai rifiuti alla gestione dei beni archeologici non statali, vanno trasferiti interamente al Campidoglio". Anche il capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni parla di "necessari poteri a Roma che oggi sono in capo alle Regioni". Insomma, dal centrodestra non ci saranno sconti. E la sinistra rischia di ritrovarsi con il cerino in mano e la responsabilità di un testo di legge funzionale solo e soltanto ai traguardi pre elettorali di Raggi. 

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