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Katia Ziantoni, assessore ai Rifiuti

Katia Ziantoni, assessore ai Rifiuti

Differenziata a Colli Aniene, la neo assessora striglia Ama: "Rispetti il contratto di servizio e torni al porta a porta"

Appena nominata dalla sindaca Virginia Raggi, l'assessora Katia Ziantoni rimprovera l'azienda con una comunicazione inviata direttamente ai vertici

"Si diffida Ama dal comunicare qualunque iniziativa non condivisa con la sottoscritta e con i cittadini utenti che hanno e devono avere come interlocutore la parte politica e non il gestore del servizio pubblico svolto per conto di Roma Capitale". Inizia così la lettera firmata dalla neo assessora ai rifiuti del Comune di Roma Katia Ziantoni diretta ai vertici di Ama. E data la durezza di toni e contenuti del testo che segue, si può dire che i rapporti con la partecipata dei rifiuti non siano cominciati per il meglio. 

Nominata da una settimana da Virginia Raggi a capo del dossier rifiuti, il più scottante in Campidoglio, Ziantoni alza subito la voce. Al centro dello scontro con i vertici della municipalizzata il passo indietro sulla raccolta porta a porta in alcune strade del quartiere Colli Aniene, IV municipio. Qui Ama ha iniziato a riposizionare i cassonetti stradali, un passo indietro rispetto alla politica della raccolta a domicilio sempre sostenuta, almeno a parole, dalla sindaca Virginia Raggi. Un dietrofront che ha suscitato polemiche di cittadini, comitati, forze politiche di opposizione. Anche perché, secondo Ziantoni, nulla sarebbe stato deciso con la parte politica, ma comunicato direttamente ai cittadini senza alcun confronto. 

Tra le ragioni avanzate da Ama che hanno portato al cambio di rotta e al riposizionamento in alcune strade dei cassonetti, "la non conformità agli standard di sicurezza nella movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori Ama" e le "difficili e gravose operazioni di prelievo dei rifiuti" in alcuni condomini. Rischi per i lavoratori che sarebbero stati certificati anche dalla Asl. Motivazioni che l'assessore però si affretta a smontare. 

"La  contravvenzione della Asl non impone il ritorno allo stradale, ma obbliga l'azienda ad operare nel rispetto delle normative sulla sicurezza" scrive Ziantoni. "Tale considerazione risulta doverosa per evitare che passi, come sta già passando in questi mesi, il messaggio per cui il sistema stradale sia il miglior modello di raccolta solo perché economicamente più sostenibile". 

Insomma, una strigliata in piena regola che termina con un chiaro monito per il futuro: "Ama si attenga al contratto di servizio e a quanto indicato dal Socio unico in tema di programmazione e riorganizzazione dei sistemi di raccolta"


 

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