Rifiuti, niente estensione del porta a porta: i grillini in Consiglio dicono no al cronoprogramma firmato da Raggi

Una nota del 2018, firmata da Raggi, fissava il calendario per l'estensione del pap. Ma i consiglieri M5s votano contro un odg che ne chiede l'applicazione

Bidoncini della differenziata (immagine d'archivio)

Porta a porta esteso a tutti i municipi, compostiere di comunità, isole ecologiche, le Ama di municipio. Niente di tutto questo sembra interessare più al M5s, che proprio ieri ha votato contro un ordine del giorno che ne chiedeva l'applicazione come da piano rifiuti approvato dalla giunta nel 2017 e come da cronoprogramma inserito tra gli allegati del contratto di servizio con la municipalizzata siglato poi nel 2019.

A firmare l'odg l'ex consigliera grillina Monica Montella. E a votare a favore tra i pentastellati solo le consigliere Simona Ficcardi, da tempo più che critica nei confronti delle politiche ambientali messe in atto dalla sindaca Virginia Raggi, e la consigliera Maria Agnese Catini. Ma vediamo nel dettaglio quali erano le richieste. 

La prima riguarda appunto la raccolta porta a porta (pap). Secondo una nota del 15 novembre 2018, poi allegata all'ultimo contratto di servizio, firmata da Raggi e dall'allora assessora Pinuccia Montanari - che lo ricordiamo si è poi dimessa per divergenze con sindaca e giunta in relazione al bilancio 2017 dell'azienda - entro il 2021 tutti i municipi dovevano essere interessati dalla raccolta differenziata domiciliare.

Nel 2018 doveva toccare a VI, X e V per complessivi 736.273 abitanti, nel 2019 a I, II, XIII, IV, per 674.219 abitanti. Poi ancora arriviamo al 2020 con i municipi XIV, IX, XV, XI per complessivi 680.402 abitanti. Per il 2021 il quadro doveva essere completato con l'estensione del pap ai parlamentini VII, III, VIII, XII, per complessivi 664.923 abitanti. E invece è tutto fermo al primo anno, a una parte del municipio X e VI. Da qui l'impegno chiesto alla sindaca nel "dare attuazione al cronoprogramma". Ma non solo. Gli obiettivi disattesi negli anni sul fronte ambiente e decoro urbano sono diversi e tutti contenuti nel cronoprogramma del contratto di servizio per il triennio 2019-2021.

Nessuna traccia infatti del progetto pilota per il compostaggio collettivo, previsto già nella deliberazione 208 del 21 settembre 2017: 15 compostiere di prossimità ciascuna da 80 tonnellate, una per municipio. Anche qui l'atto chiedeva alla sindaca di rispettare la realizzazione di quanto contenuto in delibera. Idem per i Centri di raccolta che dovevano arrivare a supporto della differenziata, anche dette Ama di municipio, sedi decentrate con il ruolo di interfaccia tra Ama, municipi e cittadini e l'obiettivo di presidiare territorialmente specifici ambiti di intervento. Niente di tutto questo sembra essere più nei piani del M5s. Da qui i voti contrari di tutti o quasi i consiglieri presenti. 


 

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