Ama: "Avanti con il porta a porta come da programma". Ma senza personale e mezzi sufficienti

Nessun passo indietro sulla raccolta differenziata partita al Ghetto, Axa e parte del VI municipio. Ma l'azienda non fa i conti con le carenze d'organico e lo stallo sul bilancio

La raccolta porta a porta hightech va avanti. L'azienda dei rifiuti, in una fase di stallo con il bilancio da approvare e il nuovo cda da nominare, non sembra voler arretrare sul progetto di raccolta differenziata partito al Ghetto, all'Axa nel X municipio e in parte del municipio delle Torri. Circa 300mila utenti coperti in totale, con l'obiettivo di estensione in tutta Roma. 

Fiore all'occhiello della gestione Bagnacani-Montanari, il primo ex presidente della partecipata cacciato da Raggi, la seconda ex assessora uscita di scena in polemica con la gestione dei conti aziendali, indiscrezioni stampa davano il modello per tramontato. A correggerlo o stracciarlo ci avrebbe poi pensato il nuovo vertice. E invece Ama conferma la linea dura: per il momento il pap (porta a porta) procede come stabilito. Prossimo municipio di applicazione il V, Centocelle-Pigneto. "Si stanno avviando le fasi preliminari per la mappatura/censimento delle utenze" hanno dichiarato in nota da via di Capitan Bavastro.

Senza personale e mezzi sufficienti

Avanti tutta quindi, ma con quali risorse? "Lo stop ai nuovi progetti è inevitabile. Non ci sono nè gli uomini, nè i mezzi per farlo se non togliendo risorse ad altri servizi e quindi lasciando la città ancora più sporca" denuncia a RomaToday Natale Di Cola, segretario di Fp Cgil. Della serie, il problema era già presente prima del terremoto in Ama, figuriamoci se adesso, senza bilancio, senza investimenti e con i fornitori appesi a linee di credito bancarie non più certe, si può pensare di estendere il modello. Considerando che una postazione di secchioni stradali serve circa 15 utenti, e che due operatori la svuotano in un minuto e mezzo, due massimo, è facile dedurre di quanto tempo abbiano bisogno gli stessi lavoratori per ritirare i bidoncini utenza per utenza.  

"L'Ama ha un debito di organico enorme, mancano le risorse umane e tecniche visto che il 50% dei mezzi è fermo in officina" commenta sulla stessa linea d'onda anche Marino Masucci di Fit Cisl. "La raccolta differenziata va fatta con qualità e attenzione minuziosa: non si può improvvisare". Specie se su quella, al momento, si regge l'intera strategia messa in campo dall'amministrazione M5s per gestire il ciclo rifiuti della Capitale. 

Che sia quanto meno un rischio continuare a puntare su un modello dispendioso, in assenza delle coperture, d'organico e contabili, lo denunciano da tempo gli stessi lavoratori. "E' evidente che il personale non basti" commenta Maurizio, dipendente Ama, del gruppo Lila, attivo sui social nella costante denuncia delle criticità del servizio. "Ma il punto è anche proprio nel modello. Mancano i controlli sui rifiuti presenti nei sacchetti. E allora a che serve così il porta a porta?"

Chi fa le multe? 

Il tag (transponder elettromagnetico 'passivo') presente sui nuovi sacchetti dovrebbe servire a tracciare i rifiuti, correttamente separati, in vista di un sistema premiale che ancora non c'è ma che, è la promessa, arriverà. Mancano però gli accertatori Ama addetti a multare chi sbaglia. "Abbiamo solo 40 accertatori" spiega il rappresentante di Lila. Quindi che accade? L'operatore semplice controlla il sacchetto e lo "bollina" se da fuori intravede irregolarità. L'utente ha tempo fino al giorno dopo per togliere dal sacchetto ciò che non va, altrimenti l'operatore avvisa il capo squadra. Che sulla carta dovrebbe procedere alla multa. Nella pratica è un po' diverso. "I capi squadra, circa 400, non possono più fare le multe dai tempi di Bina (Stefano Bina, dg prima di Bagnacani, ndr) per ragioni contrattuali".

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Insomma, un flop già certificato anche dai dati della differenziata, al 45%, cresciuta di appena un punto e mezzo in due anni. E dai numeri forniti dallo stesso direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, che nell'ultima commissione Trasparenza su Ama ha parlato chiaramente di "performance crollate nei primi due trimestri del 2018"

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