La nuova giunta e gli equilibri di partito: dissapori a mezzo stampa per il Pd

Un articolo de Il Messaggero riporta dichiarazioni anonime di esponenti Pd "sconcertati" di fronte allo sbilanciamento a sinistra dell'esecutivo delineato dal sindaco

Per la definizione della giunta Marino è ormai questione di ore. Anche se la squadra, almeno nella sua parte politica, sembra ormai essere al completo, il lungo lavorio di incontri, confronti e discussioni per dare vita a una formazione che tenesse conto del difficile equilibrio delle correnti di partito sembra non essere riuscito fino in fondo. E nel Pd sembra essersi scatenata una piccola guerra mezzo stampa.

Un quadro chiaro dei malumori che serpeggiano dietro alle scelte per la giunta lo ha delineato chiaramente Il Messaggero in un articolo dal titolo “Giunta Marino, sconcerto nel Pd: squadra troppo a sinistra”. Nell'articolo si riportano dichiarazioni anonime di esponenti Pd non propriamente soddisfatti del lavoro di Marino. In particolare sembra non piacere l'asse Marino-Sel sostenuta dall'ipotesi più che concreta che Luigi Nieri sia vicesindaco. Una assetto già visto in regione con Massimiliano Smeriglio a fare il vice di Nicola Zingaretti, tra l'altro oggetto proprio venerdì scorso di una lunga inchiesta de L'Espresso su assessori e nomine dirigenziali del neo governatore toccate dalle indagini della magistratura (anche in questo caso il titolo non lascia spazio a molte interpretazioni: “Zingaretti Bad Boys”).

Nell'articolo scritto da Evangelisti su Il Messaggero si scrive chiaramente: “i moderati sono stati tagliati fuori” e “alla fine Zingaretti ha fatto il pieno e si spartisce le poltrone con i renziani”. Secondo l'articolo, che mantiene  aperta la finestra a “possibili precisazioni che scatteranno” da parte dei diretti interessati, al di là delle varie correnti di appartenenza dei tre assessori pescati tra gli eletti, (Ozzimo-Marroni-D'Alema; Estella Marino-indipendente; Paolo Masini-Veltroniano) viene sottolineato il loro progressivo avvicinamento a Zingaretti. Per i renziani c'è Lorenza Bonaccorsi che ancora non ha sciolto completamente le riserve. Con le sue dimissioni  dalla Camera dei Deputati, lascerebbe il posto a un lettiano come Marco Di Stefano ristabilendo un po' di equilibrio tra le correnti. Ma il suo si non è ancora nero su bianco ("Vengo ma fatemi fare il vicesindaco" avrebbe dichiarato).

Addirittura un profilo tecnico come quello di Flavia Barca può aver creato dissapori. “Sostenuta da Orfini e quindi dai giovani Turchi” scrive Il Messaggero, è sorella dell'ex ministro alla Coesione del governo Monti ora nel Pd, non certo orientato verso l'area moderata del panorama democratico.

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Insomma una parte del Pd, quella moderata, si sente esclusa dall'esecutivo. Una parte del Pd che “è in fibrillazione”. E il finale dell'articolo non è certo di buon auspicio per il sindaco. “Marino farà pure la giunta - confida un consigliere del Pd - poi però le delibere dovrà portarle in consiglio. E non avrà vita facile. Anzi”.

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