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 foto BiciRoma

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Flaminio, la fantasiosa ciclabile realizzata dal Comune: si pedala tra dossi, scalini e strettoie

Il tratto sul Lungotevere giudicato "impraticabile" dai ciclisti. Pioggia di critiche alla transitoria il cui cantiere è partito pochi giorni fa: "Fare una ciclabile non è imbrattare per terra con vernice bianca e gialla, che incompetenza”

Sulle due ruote dal cuore della città, ossia piazza del Popolo, verso il quartiere Flaminio con la promessa di arrivare a Ponte Milvio quindi sulla dorsale Tevere. E’ questa la nuova ciclabile transitoria che il Comune sta realizzando sul Lungotevere Arnaldo da Brescia: 3,3 chilometri, da via Luisa di Savoia a piazza Cardinal Consalvi, parte di quel piano da 150 chilometri complessivi varato dal Campidoglio in pieno lockdown per dare impulso alla mobilità alternativa e sostenibile. In realtà ad oggi, tra ritardi e qualche polemica, solo poco più del 10 per cento è stato realizzato. 

La ciclabile del Flaminio tra dossi, scalini e radici

Poco e “male”, verrebbe da dire pedalando sull’ultima transitoria annunciata dal Campidoglio. Sul Lungotevere per un intero tratto i ciclisti sono costretti a destreggiarsi abilmente tra radici, dossi, asfalto dissestato, strettoie e addirittura gradini. Una sorta di percorso avventura che però, viste le nefaste conseguenze che una caduta accidentale può provocare, come accaduto pochi giorni fa nel cuore dei Parioli, in pochi sono disposti ad affrontare. 

Da piazza del Popolo al Flaminio: ecco la nuova ciclabile nel cuore della città

Peccato perchè l’idea di una ciclabile tra piazza del Popolo e il Flaminio, costeggiando prima il Tevere e poi punti di interesse come Ponte della Musica, MAXXI e Auditorium, era suggestiva ed apprezzabile. Così però non va. I ciclisti sono in rivolta: “È accettabile un percorso così: con scalini, radici, strettoie e buche?” - si domandano dalla pagina di Bici Roma, il movimento autonomo che si batte per promuovere la mobilità ciclistica e sostenibile. Sotto il video della nuova ciclabile sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, pubblicato su social dall'ex parlamentare Vincenzo Piso, le critiche alla pista realizzata sono feroci: “Fare una ciclabile non è imbrattare per terra con vernice bianca e gialla, che incompetenza” - è duro Dagoberto. “Preferisco continuare a pedalare su strada, perlomeno si spera che ci siano meno radici e scalini” - dice la sua Diego.

Residenti preoccupati per i posti auto mancanti

Anche chi si affaccia dai circoli che sorgono su Lungotevere osserva con scetticismo l’opera: strisce disegnate su asfalto rialzato e in alcuni punti spaccato. A preoccupare i residenti la riduzione dei posti auto, da spina di pesce a orizzontali: con i lavoratori in smartworking, locali a mezzo servizio e attività sportive ferme adesso non è un problema, “ma quando torneremo alla normalità - dicono - qui sarà il caos”. 

"Ancora una volta la frettolosità dell’Amministrazione Capitolina non tiene conto di quelle che sono le reali condizioni dello stato dei luoghi, creando così non soltanto, ulteriori problematiche in termini di logistica, ma anche grande rischio per i cittadini" - commentano in una nota Alessandra Costanti, Coordinatrice Lega Giovani Roma Municipio II e Filippo Beta, Lega Giovani Roma.

Sul Lungotevere la ciclabile "avventura" che sa di propaganda

“L’obiettivo è proseguire fino all’Acqua Acetosa. Continuiamo ad aprire nuovi cantieri per realizzare la rete da 150 chilometri di ciclabili transitorie pensate per Roma. Non ci fermiamo” - aveva presentato così l’opera l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese. Ma sul Lungotevere, sebbene siano state affettuate almeno le potature per rendere la pedalata più agevole, qualcosa andrà rivisto. E se in pochi si rassegnano al “meglio così che niente” a più di qualcuno quelle strisce disegnate tra gradini, radici e dossi sanno tanto di propaganda.

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