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Piazzale Ostiense, c’era una volta un pino. Oggi è rimasto solo il tronco: “Raggi, rimuovilo”

L'associazione Amici dei Pini ha lanciato una petizione per chiedere la sostituzione del tronco di Piazzale Ostiense: "E' lì da anni ed pugno nell'occhio per chi esce dalla Roma Lido"

Non è potato e neppure capitozzato il pino di piazzale Ostiense. L’albero è semplicemente morto. Privato della chioma e dei rami, il sempreverde è stato lasciato nell’aiuola che lo ospitava.  A Piazzale Ostiense, tra la stazione ferroviaria e la Piramide Cestia.

Un pugno nell'occhio

“E' l'ennesimo triste esempio di quanta poca cura si presti oggi, a Roma, al verde pubblico e al decoro urbano” ha commentato  l'Associazione “Gli Amici dei Pini di Roma” che, sul tema, hanno lanciato una petizione online. Chiedono di rimuovere ciò che rimane dell'imponente essenza arborea perchè, considerando dove si trova, rappresenta “un vero e proprio pugno in un occhio”.

Un lavoro a metà

La presenza di quel tronco, ben visibile perchè alto circa 4 metri, secondo gli estensori della petizione, è sintomatica della scarsa attenzione riservata dall’amministrazione cittadina alla cura degli alberi. “Noi pensiamo che sia giusto tagliarli quando i tecnici, attraverso analisi specialistiche, dicono che è un albero è pericoloso - hanno osservato gli Amici dei Pini di Roma - ma poi bisogna intervenire in maniera completa, eliminare la ceppaia e poi provvedere a sostituirlo, anche tenendo conto del valore paesaggistico”.

Il regolamento sul verde 

La presenza di quel tronco, ben più impattante di una semplice ceppaia, misura in maniera inequivocabile quanto sia necessario, nella Capitale, approntare un vademecum sulla cura del verde. “Il regolamento che era stato approvato dalla Giunta Raggi, non è mai stato portato in Aula Giulio Cesare. E quindi, nonostante siano passati esattamente 18 mesi da quello che la Sindaca aveva annunciato come 'un risultato storico per Roma', la sua applicazione è stata disattesa”ha fatto notare Gugliemo Calcerano, portavoce romano dei Verdi. Senza la necessaria approvazione dell’Assemblea Capitolina quel documento è come il pino di piazzale Ostiense. Inutile. 

L'iniziativa del Governo e l'inerzia del Campidoglio

Lo scorso aprile, in piena emergenza Coronavirus, il Ministero dell’Ambiente aveva varato un decreto. Recependo le richieste di tredici associazioni ambientaliste, il Mipaaf aveva previsto, nel dispositivo di legge, un articolo specificamente dedicato alla manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo. Il Campidoglio, dovendo gestire un patrimonio fatto da 330mila alberature, dovrà tenerlo in considerazione in futuro. Quando, dopo la lunga gestazione, il regolamento capitolino sul verde approderà in Aula Giulio Cesare. La speranza è che, nel frattempo, si provveda a sostituire il tronco di pino che svetta, inutilmente, all’uscita del capolinea ferroviario della RomaLido.
 

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