Roma avrà una discarica a cinque stelle, l'ex assessora contro Raggi: "Con la sua politica torniamo al secolo scorso"

Duro j'accuse dell'ex assessora Pinuccia Montanari: "Ha prevalso la strategia di Lemmetti. Tradita la visione di Grillo"

Una discarica da indicare entro fine 2019 e, nelle parole dell'Amministratore Unico di Ama Stefano Zaghis, l'ipotesi di un termovalorizzatore. Un'inversione a U quella del Movimento Cinque stelle sui rifiuti per uscire dall'emergenza in cui, grazie all'inerzia dell'ultimo anno e alla poca efficacia delle ricette dei due precedenti, Roma era precipitata. A puntare pesantemente il dito contro Virginia Raggi e il M5s capitolino è l'ex assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari. Dimessasi l'8 febbraio, da allora non ha mai risparmiato frecciate ai suoi ex compagni di viaggio. Stavolta le frecciate diventano bordate. 

Sul suo profilo facebook attacca l'accordo di ieri tra Comune e Regione. "La strategia di Lemmetti sui rifiuti ha prevalso. I 5 stelle, tradendo la propria visione, proclamata da Grillo nei suoi spettacoli e nella sua strategia politica, alla fine hanno scelto a Roma con la Raggi. Financo superando le nuove direttive sui rifiuti dal 2008 dell'Unione europea, su che cosa si baserebbe la politica dei rifiuti dei 5 stelle a Roma? Sulle discariche. Me lo scriveva Lemmetti con la solita aria scanzonata di chi la sa lunga. Altrochè rifiuti zero, discariche ecco su cosa si dovrebbe basare la politica dei rifiuti". 

"Siamo tornati indietro di anni", continua l'ex assessora, "al secolo scorso con la nuova politica della Raggi sui rifiuti. Discariche, e se ci metti pure le parole e il piano Zaghis, inceneritori. È veramente una grande presa in giro di tutti coloro che hanno creduto nei 5 stelle. Ma d'altra parte lo abbiamo sempre detto : con la raccolta differenziata si fa poco business. Invece con le discariche il guadagno è tutto immediato subito e per pochi. Ha vinto il passato che c'era nella cultura italiana".

Secondo Montanari "adesso si comprende perchè noi ecologisti ed ambientalisti non abbiamo potuto continuare con il nostro progetto e perchè il Cda di Bagnacani sia stato cacciato. Perchè noi appartenevano ad un'altra prospettiva, quella dell'economia circolare. Noi eravamo continuamente sotto attacco. Mentre oggi va tutto bene. Certo! I politici seri si dovrebbero almeno vergognare!".

E ancora: "I ragazzi M5S romani, ad esclusione di alcuni, sembrerebbero poco avvezzi a studiare le materie di cui parlano, e omettono una grande novità del settore recentemente introdotta- aggiunge l'ex assessore- si chiama Arera, l'autority nazionale che è intervenuta a regolare il settore rifiuti. Ebbene, Arera ha introdotto la remunerazione del 6,3% del capitale investito nell'impiantistica, metodo analogo praticato da anni nel settore gas, acqua ed elettricità di più vecchia regolazione. E' stata la remunerazione del capitale investito il motore degli investimenti nei settori regolati. Questo vuole dire che le società dei rifiuti avranno la certezza del rendimento del capitale investito in impianti. Questo significa che privare Ama della possibilità di investimenti impiantistici è di fatto un altro modo per farla morire o per mantenerla in vita con un respiratore artificiale affinchè altri possano fare ciò che avrebbe dovuto essere di diritto di Ama, in virtù di una concessione pluriennale. Pertanto la scelta annunciata dal Comune di fare gli impianti al posto di Ama è la certificazione che Ama 'non deve essere".

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Montanari conclude: "Oggi l'azienda è stata resa moribonda (si poteva evitare? Sicuramente si), le banche tradizionali hanno revocato le linee di credito, i fornitori non credono più all'azienda e quelli che la praticano lo fanno a prezzi terribili, per remunerare il maggior rischio e l'azionista disintermedia l'azienda nella realizzazione degli impianti usando 100 milioni di soldi pubblici, sottratti ai servizi sociali, per costruire la discarica. In questo contesto rispetto ai 100 milioni potrebbe configurarsi un danno erariale, a cui sommare il possibile danno erariale, per aver dilapidato il valore di Ama che ora non puo' più nulla, sia nell'erogazione dei servizi, sia nella costruzione del proprio futuro impiantistico".
 

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