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Chiome diradate dei pini all'Eur

Chiome diradate dei pini all'Eur

Pini di Roma, pronte le linee guida: serviranno a contrastare la temibile cocciniglia tartaruga

Contro l’insetto che sta decimando i pini di Roma, giardinieri privati e comunali possono ora contare sulle attese linee guida

La task force attivata per contrastare la cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) ha ottenuto un primo risultato. Sono infatti state individuate le linee guida per contrastare il temuto insetto che, nella Capitale, sta facendo incetta di pini.

Le linee guida

Il gruppo di lavoro che ha coinvolto i Servizi Fitosanitari regionali, ill Centro Difesa e Certificazione del CREA, e l’Università degli Studi Federico II di Napoli, ha portato all’elaborazione delle attese linee guida. Sono state approvate già il 21 settembre dal Comitato Fitosanitario nazionale e sono in attesa di assere approvate dal Ministero delle politiche agricole e forestali. La Regioneperò fa sapere di essere già pronta, completato l’ultimo step amministrativo, a varare il piano di azione da mettere in campo contro il parassita.

La cocciniglia ed il Covid

Il ritardo con cui ci si è mossi, per attuare una strategia condivisa di contrasto alla cocciniglia, sono state imputate al nuovo Coronavirus.“La Regione Lazio, con il Sistema Fitosanitario regionale, ha attivato dal 2019 un programma di interventi e di prove sperimentali per la gestione della cocciniglia tartaruga, concordato con il Comune di Roma, da svolgere nella primavera 2020” ha fatto sapere l’assessorato regionale all’agricoltura. Tuttavia “l’emergenza dovuta al COVID-19 ha poi reso inattuabili queste azioni”.

Perchè la cocciniglia è un problema

L’assenza di interventi concordati, nel corso dell’ultima primavera, ha portato ad un’estrema diffusione del parassita. La cocciniglia, arrivata nel Lazio nel 2018, attacca le chiome dei pini, lasciando una melata su cui s’innesta una fumaggine nera. Quest’ultima rappresenta un problema per la pianta perchè ne impedisce la fotosintesi. A lungo andare, com’è stato ampiamente spiegato, la chioma si dirada, l'albero si indebolisce e muove. Un destino verso cui rischiano di convergere decina di migliaia di pini romani.

Il via libera della Regione

Sul piano operativo la regione ha ricordato che la prenza di alberi in ambiente urbano “rende impossibile l’effettuazione di interventi chimici in chioma, pertanto gli unici sistemi di contenimento possono rivelarsi l’endoterapia e l’impiego di antagonisti naturali”. Si tratta di trovare, come spontaneamente avevano cominciato a fare dei comitati civici, la coccinella adatta a predare la Toumeyella parvicornis. “Intanto - si apprende dalla nota dell'assessorato regionale - il Servizio Fitosanitario del Lazio, ha già dato il proprio parere favorevole per la richiesta al Ministero della Salute dell’impiego di tre principi attivi in endoterapia, tra cui l’abamectina”.

Quando fare il trattamento

L'abamectina è un insetticida che, iniettato nei tronchi, viene ingerito dai parassiti, provocandone la morte.   “Per i trattamenti endoterapici  - si legge nelle linee guida di cui si attende solo l’approvazione del Ministeao - si ritiene consigliabile intervenire nel periodo fine inverno-inizio primavera”. La corsa contro il tempo è cominciata.

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