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Pini di Roma, la cocciniglia preoccupa il Campidoglio: “E' un grave problema”

I giardinieri del comune stanno sperimentando terapie per contrastare la diffusione della cocciniglia tartarugata. Ass. Fiorini: “Non ci sono ancora indicazioni specifiche per la lotta a questo micidiale infestante”

Non è un problema da derubricare. La presenza della cocciniglia tartarugata, anche nota come cocciniglia dei Caraibi, sta mettendo in seria difficoltà chi deve garantire la sopravvivivenza delle migliaia di pini romani.

Un parassita pericoloso

Il parassita, di origine nord-americana, passando per la Campania ha fatto la sua comparsa nella Capitale già nel 2018. Ma se due anni fa gli alberi che ne erano stati colpiti risultavano circoscritti alla zona sud di Roma, ora ne sono stati raggiunti quasi tutti gli esemplari. Gli agronomi stimano infatti che l’80% circa di Pini comuni (Pinus pinea) ne sia colpiti.  

L'assenza di protocolli fitosanitari

“I tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale stanno attuando, con buoni risultati, terapie sperimentali perchè - ha spiegato l’assessora all’ambiente Laura Fiorini - non ci sono ancora indicazioni specifiche per la lotta a questo micidiale infestante né da parte del Comitato Fitosanitario Nazionale né da parte del Servizio Fitosanitario Regionale”.

Come reagiscono i pini

Gli alberi che vengono raggiunti da questa cocciniglia, che riduce la capacità di fotosintesi, se sono in buone condizioni di salute sono in grado di reagire. Ma per farlo, ha recentemente spiegato l’agronomo Enrico Lazzari,  le piante sane hanno emesso nuovi getti, dando fondo alle proprie riserve energetiche”. Con la conseguenza che “l’anno prossimo, quegli stessi alberi, già provati, potrebbero trovarsi in difficoltà”.

Le terapie possibili

“I 300 pini della via Colombo, trattati nel 2018 iniettando nel tronco un fitofarmaco efficace contro la processionaria non hanno dato segni di peggioramento dimostrando l’efficacia di questa terapia che stiamo programmando di applicare in autunno ad altre migliaia di esemplari” ha spiegato l’assessora all’Ambiente di Roma Capitale. Non ci sono, quindi, molte alternative. Anche perchè l’altra soluzione, che prevede il lavaggio della chioma e la somministrazione di insetticida, non sembra praticabile a causa della dispersione aerea dell’insetticida stesso.

Un grave problema

“La lotta a questo parassita alieno è un grave problema” ha riconosciuto l’assessora Fiorini, che ha anche precisato d’aver  “sollecitato nelle sedi competenti la ripresa del protocollo sperimentale condiviso con la Regione Lazio”. Il tempo, come sempre, gioca un ruolo importante. Dopo l’estate bisogna essere certi del trattamento da somministrare alle piante. Il rischio, infatti, è di perdere il prezioso patrimonio arboreo. Un simbolo della Capitale.

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