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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Nel Lazio pillola abortiva nei consultori: è la prima volta in Italia

Una grossa novità, all'interno del piano riorganizzativo della sanità regionale, che torna a dividere, dopo il caso dei concorsi per medici non obiettori

Pillole abortive nei consultori di tutto il Lazio. Una grande novità che non ha precedenti in Italia. Avverrà dal prossimo maggio e sarà una sperimentazione della durata di 18 mesi, all'interno del piano riorganizzativo della Sanità della regione Lazio. Obiettivo: deospedalizzare la pratica, già possibile in alcuni ospedali in dayhospital e "rendere l’accesso alla legge 194 il meno gravoso possibile per le donne" come spiegato da Vincenzo Panella, direttore generale del dipartimento Salute e Politiche Sociali della regione Lazio.

"Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione, ma anche a una sperimentazione fortemente voluta dall'amministrazione Zingaretti - commenta la consigliera regionale Marta Bonafoni - una svolta attenta alle esigenze delle donne e all'efficienza della prestazione, perchè l'aborto farmacologico nei consultori sarà in grado di allentare la pressione sugli ospedali e potrà offrire alle donne un'assistenza multidisciplinare in un contesto che renderà l'accesso alla 194 meno gravoso. Un passaggio, quest'ultimo, fondamentale e tanto atteso, che va di pari passo con gli investimenti annunciati di recente per il rilancio e il potenziamento dei consultori e con il tavolo permanente sulla salute riproduttiva delle donne, a riprova che che sulla salute delle donne c'e' la volontà di portare avanti con coerenza un impegno assunto fin dall'inizio nei confronti di tutte"

Ma la scelta divide la politica, come già avvenuto con il lancio dei concorsi riservati a medici non obiettori, sempre nella regione Lazio. Contrari partiti e movimenti del Family Day. "E' del tutto illegittima - commenta Olimpia Tarzia della lista Storace nel consiglio regionale - non potendo essere praticato l’aborto chimico nei consultori, ma solamente, oltre che negli ospedali, nei poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati". L’onorevole ha presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti.

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