Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Roma Metropolitane torna in bilico: conti di nuovo bloccati, saltano gli stipendi

All'azienda capitolina è stato notificato un nuovo atto di pignoramento da 615 mila euro. Ma alle porte c'è anche un atto di precetto da 2 milioni e 800 mila euro. I sindacati: "Raggi ci incontri"

Conti pignorati, stipendi a rischio. E' di nuovo allarme per Roma Metropolitane. "All'azienda di proprietà di Roma Capitale è stato notificato un atto di pignoramento del conto corrente bancario da parte dell’impresa Salini Impregilo, che si aggiunge a un atto di precetto da parte dell’impresa ICM (Maltauro)" scrivono i rappresentanti dei lavoratori di Filt-Cgil, Cisl Reti e Uil Trasporti in una nota. La notizia è emersa nel corso di un incontro che si è svolto ieri tra le rsa e i vertici aziendali. Nel verbale, fanno sapere i sindacati, si legge: i due atti "impegnano l'intero ammontare delle risorse economiche disponibili sul conto della società, impedendo di fatto di procedere con il pagamento degli stipendi di luglio". Non verranno versati nemmeno "gli annessi rimborsi Irpef da dichiarazione dei redditi" aggiungono i sindacati che comunicano di aver chiesto un incontro con la sindaca Virginia Raggi e gli assessori Linda Meleo (Mobilità), Massimo Colomban (Partecipate) e Andrea Mazzillo (Bilancio).

Una situazione simile a quella che si è verificata nel marzo scorso quando un pignoramento per circa 11 milioni di euro, richiesto sempre dal gruppo Impregilo-Salini, aveva bloccato i conti della partecipata di scopo sollevando scioperi e proteste da parte dei lavoratori. Il Campidoglio aveva così deciso di garantire la liquidità necessaria "per assicurare il pagamento degli stipendi dei propri dipendenti".  

Ora il nuovo pignoramento che, secondo quanto si apprende, deriverebbe da una mancata rimodulazione dei cosiddetti 'quadri economici' che definiscono gli importi che Roma Capitale deve alla controllata, che da diversi anni non vengono riconosciuti. Crediti non riscossi che ora si traducono in un pignoramento di 615 mila euro. Ma non è il solo. Alle porte c'è anche un atto di precetto da 2 milioni e 800 mila euro che se non verrà versato entro l'11 luglio darà il via a un pignoramento da 4 milioni e 200 mila euro. 

"Entrambi gli atti sopra citati fanno seguito a contenziosi da tempo in corso, ben noti a tutti i soggetti coinvolti. Si tratta quindi delle ultime manifestazioni di una crisi strutturale che ormai da diversi anni le successive amministrazioni capitoline e la dirigenza aziendale non sono state di fatto capaci di risolvere" la denuncia dei sindacati che ricordano come i pignoramenti non siano l'unica difficoltà. Dalla "mancata approvazione dei bilanci 2015 e 2016" ai "ritardi dei dovuti trasferimenti finanziari da parte di Roma Capitale a fronte di prestazioni svolte e riconosciute" fino ad arrivare "all'assenza di un piano industriale e di prospettive certe sulle commesse". 

A rischio, per ora, c'è lo stipendio di luglio che dovrebbe essere versato il 27 e che ora "siamo praticamente certi che arriverà in ritardo". Gli occhi sono puntati sul prossimo 18 luglio quando è in programma l'assemblea dei soci anche se azienda e Campidoglio sono già al lavoro per trovare una soluzione ed evitare il quadro peggiore. Quadro peggiore che porterebbe a un pesante ritardo nel versamento degli stipendi e, non si stancano di denunciare i sindacati, "al rischio incombente di blocco delle opere di cui la società è stazione appaltante a cominciare dalla Linea C". 

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