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Ponte dei Congressi e di Pietralata, Masini: "Previsti 206 milioni in 5 anni"

Presentato alla stampa il programma e il contenuto del Forum "Il ponte è paesaggio" che si terrà alla Casa dell'Architettura di Roma il prossimo giovedì 28 novembre

Quale significato si cela dietro la realizzazione di un ponte? E' questa la domanda a cui hanno risposto Paolo Masini, assessore allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, l'ingegnere e responsabile dello Sdo Roberto Coluzzi, e l'architetto Enzo Siviero alla conferenza stampa tenutasi presso l'Isola Tiberina che ha anticipato il Forum "Il ponte è paesaggio" previsto per giovedì 28 novembre presso la Casa dell'Architettura. L'incontro, che coinvolgerà oltre venti architetti, urbanisti e amministratori e tecnici di Roma Capitale, permetterà di discutere sulla figura del ponte, inteso come elemento di connessione urbana e strumento delle relazioni sociali e culturali. Un'occasione che permetterà di rilanciare e presentare il ponte dei Congressi e il ponte di Pietralata.

"Per secoli i ponti hanno avuto un’importanza strategica nella nostra città" ha spiegato l’assessore capitolino allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, Paolo Masini. "Opere come il Ponte dei Congressi e il ponte di Pietralata, costituiscono elementi di connessione strategici per Roma. Secondo Masini, la Capitale "ha bisogno di un’attenzione nuova sul tema delle infrastrutture, che sappia coniugare progettazione, sviluppo territoriale e conseguentemente sociale".

I DUE PONTI - "Il ponte dei Congressi è la prima di queste grandi opere che stiamo portando avanti" spiega l'ingegnere Roberto Coluzzi. "Si tratta di un collegamento tra Roma e il resto del mondo, poiché il ponte legherà direttamente la Capitale all'aeroporto di Fiumicino". Un progetto che consentirà quindi di andare oltre il semplice collegamento previsto finora dal piano regolatore tra il quartiere Magliana e l'Eur. "E' chiaro che un'opera di questa portata deve necessariamente essere integrata al sistema viario in modo tale da costituire la più rapida entrata a Roma. Tutte esigenze, queste, che rientrano all'interno del nostro progetto". L'opera, finanziata dalla Cipe per un totale di 206 milioni di euro, prevede la realizzazione di un'infrastruttura ad anello rotatorio che utilizzerà nel verso "entrante" in città il nuovo ponte sul Tevere e in quello "uscente" il ponte esistente. In questo modo si manterrà inalterata la connessione diretta tra l'Autostrada Roma Fiumicino e la Via Colombo e le connessioni con via del Mare e via Ostiense. Il ponte, che prevede un tempo di realizzaizone pari a 5 anni, consentirà inoltre un collegamento diretto tra via Isacco Newton e l'Eur mediante delle rampe di connesione su via dell'Oceano Pacifico.

Il ponte di Pietralata (o dello Sdo) è un ponte cavalcavia carrabile e ciclopedonale che realizza l'anello stradale dello svincolo di Via dei Monti Tiburtini di collegamento tra il quartiere di Pietralata Nord e il nuovo centro direzionale P.A. dello SDO Pietralata. L'opera in cavalcavia ha sostituito il sottovia che era stato originariamente previsto nello stesso punto, irrealizzabile per i costi necessari allo spostamento dei sottoservizi fognari e delle linee elettriche che avrebbero prodotto un notevole periodo di condizionamento al traffico. Il ponte è stato realizzato per ottenere un enorme valore estetico e ambientale. Non a caso il materiale adoperato per il cavalcavia è l'acciaio. In pianta presenta uno sviluppo ad U di circa 290 metri, con due rampe e un impalco metallico di circa 154 metri che attraversa Via Monti Tiburtini, sorretto da un sistema di stralli collegati a loro volta a due antenne metalliche inclinate. Presenta anche un percorso cicopedonale che interesserà tutte le aree verdi e le tre stazioni Metro Tiburtina, Quintiliani e Monti Tiburtini. L'opera, che è già stata finanziata attraverso un appalto da 6 milioni di euro, sarà aperta all'inizio del 2016.

LA METAFORA DEL PONTE - "Non si tratta di semplici calcoli matematici" spiega Siviero. "Quella del ponte è una figura simbolica di grande pregnanza che rimanda non solo all'ambito scientifico ma anche a quello culturale. Personalmente, credo che si tratti della metafora più bella che si possa impaginare. Le trasparenze di quest'opera, infatti, ci aiutano a cogliere quei significati nascosti che rendono più apprezzabili molti aspetti della vita dell'uomo, dalla dimensione interiore a quella dei suoi prodotti artistici e culturali. Andando oltre il tecnicismo, si comprende come i ponti possano dar vita ai luoghi, trasformando zone prive di significato in ambienti dotati di una propria personalità e di una vita autonoma che si trasferisce anche nelle persona che frequentano questi luoghi o che ci vivono attorno. Ecco perché, a mio parere, il ponte può essere inteso come simbolo per antonomasia della connessione tra la cultura, i luoghi e le nuove generazioni".

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