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Marconi: rifiuti lungo la sponda del Tevere prima della piena. Foto di P.Benvenuti

Marconi: rifiuti lungo la sponda del Tevere prima della piena. Foto di P.Benvenuti

Fiume Tevere, finisce in mare la "valanga di rifiuti" non rimossa a Roma

Finiti in acqua i detriti che si erano accumulati sulle sponde del Tevere. Piergiorgio Benvenuti (EcoItaliaSolidale): "Nel fiume i resti d'un insediamento sgomberato a Pasqua"

La pioggia incessante che negli ultimi giorni ha imperversato sulla Capitale ha causato una piena del Tevere. In più punti il fiume ha invaso le banchine trascinando in acqua tutto ciò che aveva trovato.

Con le piogge, adesso, sono finiti a bagno anche i buoni propositi alimentati dalla propaganda capitolina. “La maggior parte di detriti e materiale inquinante abbandonato sulla golena del Tevere, in modo particolare lungo il tratto tra ponte Marconi e il centro storico,  in queste ore è stato sommerso dal fiume” ha fatto notare Piergiorgio Benvenuti, presidente dell’associazione EcoItaliaSolidale. “Il materiale che avevo fotografato sulle sponde di Marconi il 2 gennaio, ad esempio, oggi è finito nel Tevere” .

I resti d'un insediamento mai bonificato

A pochi metri dalla banchine in cui era stata allestita Tiberis, d'altra parte, era già stata era stata documentata la presenza di quella che somigliava ad una “valanga di rifiuti” . Quintali di materiale, adagiato sulla sponda del fiume, appariva come sospeso tra il livello stradale e la banchina. “Lì, all’altezza di lungotevere di Pietra Papa  c’era un insediamento abusivo - ha spiegato Piergiorgio Benvenuti - che è stato sgomberato ad aprile, a ridosso delle ultime festività pasquali. Il materiale però non è stato rimosso ed ora è finito in acqua”.Il tempo per effettuare le dovute bonifiche non è stato capitalizzato.

I rifiuti finiti in mare

Sono stati ignorati gli appelli di quanti, lavorando sulle sponde del fiume, avevano avvertito l'amministrazione del rischio ambientale cui si andava incontro. Ora i detriti più pesanti si sono probabilmente incagliati sul fondale del fiume. Ma una quota consistente è invece stata trascinata dalla corrente fino alla sua foce, a Fiumicino. Con le barriere acchiappa plastica che, in occasione delle piene, si aprono, questi rifiuti non troveranno argini ed inevitabilmente finiranno nel Tirreno. Alcuni torneranno, per effetto delle mareggiate, a sporcare la costa del comune aeroportuale, com’è recentemente accaduto.

Il Tevere tra propaganda e realtà

La manutenzione delle sponde, al di là della propaganda politica, era stata messa all’indice anche per i ritardi con cui l’amministrazione aveva provveduto a liberare le banchine, dopo gli appuntamenti estivi di Tiberis e di Piazza Tevere. Il materiale che non è stato opportunamente rimosso, con la piena, è finito in acqua. A tutto discapito degli sforzi che, negli ultimi anni, si stanno mettendo in campo per valorizzare il fiume della Capitale. Senza l’ancoraggio alle migliori pratiche, i buoni propositi finiscono per spiaggiarsi sulle coste del litorale o per incagliarsi nelle reti da pesca. Mostrando plasticamente, è proprio il caso di dirlo, l’insuperabile iato tra la propaganda capitolina e la drammatica realtà. L'accattivante sogno di un Tevere navigabile, naufraga così sotto il peso dei rifiuti lasciati trascinare dalla piena. E si mostra per quello che è: una triste illusione.


 

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