Metro C, sognando piazza Venezia: ecco come sarà la stazione "gioiello" in vetro e travertino 

Ancora mancano 300 milioni di euro di fondi dal Governo centrale per quella tratta. Ma il progetto definitivo già c'è e descrive la piazza del futuro

La piazza, con la stazione in alto a destra, vista dall'alta

Percorsi e coperture saranno in vetro, acciaio e travertino, con i resti delle aule degli Auditoria di Adriano visibili al pubblico. Accanto a scale fisse e mobili un ascensore panoramico accompagnerà ai treni i turisti, che intanto potranno ammirare scorci dell'antica Roma lungo i percorsi archeologici previsti all'interno della struttura. Eccola, in un futuro si spera non lontano, la stazione "gioiello" della metro C a piazza Venezia. 

Incastonata nell'angolo di piazza Madonna di Loreto, sul lato est dove terminano i Fori Imperiali, è perfettamente disegnata nei rendering che accompagnano il progetto definitivo, messo a punto dal consorzio Metro C e già sul tavolo del Ministero dei Trasporti. Per il completamento del tunnel dai Fori a Venezia mancano ancora 300 milioni di euro dal Governo centrale. E il tempo non è molto dal momento che le talpe - ora a pochi metri dalla piazza - non possono restare ferme sotto terra, per ragioni di sicurezza, oltre novembre. La sindaca Raggi ha rassicurato: la stazione si faràil finanziamento arriverà e arriverà nelle tempistiche che consentiranno di proseguire al più presto con i lavori. 

Intanto, con un po' di immaginazione e aiutati da foto e descrizioni fornite da Metro C, si può sognare la piazza Venezia del futuro. Si candida senza dubbio alla palma di più bella stazione archeologica della terza linea metropolitana, sorgendo sul nodo di raccordo tra il centro barocco di Roma e l'area dei Fori imperiali. Le uscite progettate sono due: una su via del Plebiscito (ma ancora il progetto è da ultimare) e una nel boccone di piazza racchiuso tra il foro di Traiano e la chiesa di Santa Madonna di Loreto.  

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La sistemazione esterna prevede due coperture vetrate in corrispondenza delle aule degli Auditoria, attraversate da un percorso centrale sospeso sopra il corridoio. Le coperture, in vetro, acciaio, pietra serena e travertino, sono lievemente inclinate e fuoriescono dal livello della pavimentazione circostante.  Per i marciapiedi invece verrà utilizzato travertino e basalto. Travertino e vetro invece, con una struttura a listelli alternati, comporranno la passerella a quota strada per  permettere il passaggio della luce al camminamento sottostante. 

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L'area scavi sarà accessibili sia dall'esterno tramite una scala sul lato della Chiesa Madonna di Loreto sia dal piano alto della stazione dove affacciano i locali commerciali. E infine una parete vetrata con porta scorrevole permetterà l'ingresso di luce naturale nella stazione, mettendo in comunicazione la stazione stessa e il percorso interno agli scavi. L'uscita della stazione invece è prevista con un gruppo di scale parallelo all'andamento della parete occidentale dell'aula centrale degli Auditoria e, dulcis in fundo, con un ascensore panoramico interamente a vetri. 

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Una progettazione complessa, fatto di uno studio di anni per andare a valorizzare e integrare la stazione con i nuovi resti adrianei emersi tra il 2008 e il 2011 con il Vittoriano, il palazzo Venezia, la chiesa della Madonna di Loreto, che andrà a rivoluzionare l'assetto dell'intera area. Si parla comunque di anni. E ancora azzardare tempistiche è quasi impossibile. Si attende infatti l’apertura delle altre due stazioni della tratta T3, Amba Aradam e Fori Imperiali, nodo di interscambio con la linea B. Il cronoprogramma, salvo sorprese, prevede il taglio del nastro tra dicembre del 2022 e la primavera del 2023. 


 

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