Piazza Navona, la festa riapre ma per il 2020 l'assessore annuncia novità: "Forse un nuovo bando" 

L'intervista al titolare al Commercio Carlo Cafarotti. Per la prossima edizione ci saranno novità, a partire dal Regolamento comunale del commercio su area pubblica: "E' perfettibile"

Piazza Navona (foto Ansa)

In ritardo di due settimane, la festa della Befana di piazza Navona può cominciare. Il 24 dicembre i banchi hanno riaperto dopo il dissequestro da parte della polizia locale. Oggetto di contestazioni una serie di irregolarità rilevate sia nelle misure di sicurezza approntate dai commercianti che nella qualità dei prodotti venduti. "All'esito della verifica delle autorità competenti la Festa della Befana può avere inizio. E l'occasione per gli operatori di fare una festa degna della lunga tradizione che la accompagna" esulta il presidente della commissione Commercio Andrea Coia.

Il problema però è a monte, nel bando fatto dallo stesso Campidoglio e nel Regolamento comunale che norma il commercio su area pubblica. Resta infatti il criterio di anzianità che impedisce il ricambio negli affidamenti - la metà in mano alla famiglia Tredicine - e i costi troppi alti per il banco tipo e le misure di sicurezza, che hanno costretto parte dei banchi a non montare. Ad ammetterlo è lo stesso assessore Carlo Cafarotti. Che promette cambiamenti per l'anno nuovo. Forse un nuovo bando e nuove concessioni: "Ci sta lavorando l'Avvocatura". 
 

Assessore, piazza Navona finalmente ha riaperto. Ma le due settimane di chiusura totale dei banchi, una desolazione, pesano comunque sulla riuscita della festa. Come titolare al Commercio in carica, si sente responsabile?

Assolutamente no. Tra l'altro già a novembre provai a dire agli esercenti di riorganizzarsi, di cambiare ad esempio la disposizione della piazza, diedi dei suggerimenti che non sono stati seguiti. Detto questo, il dipartimento mi ha assicurato che i controlli documentali fatti sulle misure di sicurezza sono stati più che completi. 

Sulla festa comunque il problema è all'origine. La metà dei banchi non ha montato quest'anno. Si può dire che l'evento non ha comunque raggiunto i livelli qualitativi promessi. Di chi è la responsabilità?

Allora, i criteri che hanno permesso la partecipazione sono stati diciamo anti economici. Per capirsi un esempio su tutti: il banco tipo. Parliamo di una struttura studiata sì dalla Sovrintendenza ma tralasciando gli aspetti estetici prima di tutto, non hanno niente a che fare con le feste di Natale, e poi appunto costano troppo. In generale la colpa è di una serie di errori inclusi nel bando, una serie di passaggi sbagliati. La struttura della gara ha previsto l'assegnazione a più soggetti senza definire il meccanismo di insieme, non c'è una visione d'insieme, solo una somma di posteggi. 

Che intende? Il bando l'avete fatto voi. 

Se si decide che la festa della Befana è importante per Roma vuol dire che Roma la deve organizzare, costruire, e finanziare. Pensare che un insieme di 50 soggetti diversi possano sostanziare tutte le richieste è sbagliato. Il vizio parte dalla definizione che c'è nel Regolamento che la definisce fiera, invece potrebbe essere ridenominata festa. 

Così si potrebbe anche eliminare il criterio di anzianità, che di fatto sembra impedire il ricambio nei soggetti affidatari ddelle postazioni. E' d'accordo con il I municipio a guida Pd, che ha sempre chiesto il cambio di dicitura al Campidoglio...

Sì, sono d'accordo. Ma comunque il municipio il bando ha avuto la possibilità di farlo, semplicemente non ha migliorato le cose. 

Il Regolamento che lei contesta però è stato votato in Aula capitolina e lo ha voluto il presidente della commissione commercio, consigliere M5s, Andrea Coia.

Tutto è perfettibile.

Quindi andrà cambiato?

Per forza, ci si dovrà rimettere le mani. 

L'anno prossimo sono previste novità quindi? Un nuovo bando?

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Per ragioni di interesse pubblico Roma Capitale può decidere in autonomia cosa fare, può anche valutare di ritirare le concessioni e riassegnare tutto. Ci sta pensando l'Avvocatura. 

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