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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Nell’ex Ovile coltivate 100mila piantine: vanno a ringiovanire il patrimonio forestale romano

L'assessora all'ambiente Sabrina Alfonsi: "Tutti parlano di piantare alberi ma trovare le piante necessarie a mitigare gli effetti del clima è una sfida"

C’è anche l’ex Ovile, nel parco della Cellulosa, a disposizione della forestazione urbana promessa dal sindaco Gualtieri.

Quando gli alberi saranno messi a dimora

Nella struttura per anni dismessa, di proprietà del CREA, sono stati piantati i semini che, un giorno, diventeranno degli alberi. Sono in tutto 100mila le piantine forestali che, in un triennio, è previsto che lì vengano coltivate. Poi, “dieci mesi dopo la raccolta del seme – ha fatto sapere il Campidoglio – potranno essere messe a dimora”. La finestra temporale in cui effettuare la piantumazione, quindi, è quella del prossimo autunno inverno.

Il sopralluogo al vivaio sperimentale

Nell’ex Ovile, oggi un vivaio sperimentale destinato alla produzione di piante forestali urbane, si è recata in visita l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi. “Grazie all’attivazione del vivaio sperimentale nella struttura dell’ex Ovile il contributo scientifico del CREA sarà determinante per individuare le specie arboree più resilienti ai cambiamenti climatici, all’aumento delle temperature, ai periodi prolungati di siccità e alla sempre maggiore frequenza di eventi estremi e per poter raggiungere, così, gli obiettivi di forestazione che Roma Capitale si è posta” ha spiegato Alfonsi.

Gli accordi per reperire gli alberi

Il sindaco ha promesso di mettere a dimora un milione di alberi con cui ringiovanire il vetusto patrimonio forestale cittadino. Un traguardo ambizioso soprattutto in considerazione dell’offerta a disposizione: il mercato vivaistico regionale, volendosi limitare alla produzione pubblica, è lontanissima dal poter garantire quella cifra. Per questo l’amministrazione sta cercando supporto avviando collaborazioni con vivai dei carabinieri forestali e con quelli del Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria. Proprio con il Crea nel maggio del 2022 ha sottoscritto un protocollo.

Alberi per fronteggiare la crisi climatica

Obiettivo dell’accordo è quello di garantire alla Capitale parte della dotazione arborea necessaria. Obiettivo che, del resto, si lega anche ad un altro ambizioso traguardo: quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e la forte riduzione dell’emissione dei gas serra entro il 2030. “Tutti parlano di piantare alberi ma trovare le piante necessarie a mitigare gli effetti del clima è una sfida” ha riconosciuto Alfonsi che, poi ha chiarito che il protocollo “ha un duplice obiettivo, non solo individuare e far crescere le specie più adatte ma anche coinvolgere la cittadinanza e sensibilizzarla”. Con i fondi del PNRR la Città metropolitana dovrà mettere a dimora, e far attecchire, un milione di alberi entro il giugno 2026. Il tempo stringe e colture sperimentali come quelle avviate nel parco della Cellulosa, rappresentano un importante contributo.

“Con il Crea miriamo a rigenerare, valorizzare e fortificare il patrimonio arboreo di Roma. Un obiettivo che vogliamo e dobbiamo condividere come città e come comunità, perché la sfida ambientale riguarda tutti, nessuno escluso” ha concluso l’assessora Alfonsi. Il Crea contribuirà ad individuare anche le specie più resilienti, in grado di fronteggiare il cambiamento climatico e, quindi, anche per fronteggiare le isole di calore presenti in città.
 

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