Il piano dal basso avanza lentamente: per la mobilità sostenibile si parte da 6 opere

Presentato il PUMS: è frutto di migliaia d'idee progettuali arrivate dai cittadini. Permetterà di programmare i futuri interventi nella mobilità capitolina

Ciclovie, tramvie, isole ambientali e prolungamenti delle linee metropolitane. L'amministrazione capitolina ha messo insieme tutte le proposte che i cittadini hanno avanzato per migliorare la mobilità. Lo ha fatto predisponendo un Piano della mobilità sostenibile (PUMS) che l'amministrazione vorrebbe sviluppare in uno scenario di medio periodo.

La differenza tra PUMS e PGTU

In una sala gremita di cittadini, le commissioni capitoline Mobilità ed Urbanistica, hanno dedicato due ore al racconto di cosa intendono fare per migliorare gli spostamenti nella Capitale. Meglio, di come intendono mettere a frutto le numerose idee progettuali che, in materia di mobilità sostenibile, i romani hanno fatto pervenire. Prima di tutto è stato definito l'ambito di attuazione. "Rispetto al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) , che lavora ottimizzando l'esistente con interventi infrastrutturali di minima spesa, il PUMS – ha spiegato il responsabile della segreteria tecnica del Piano, l'ingegner Stefano Brinchi – è  uno strumento che ci permette di definire le infrastrutture per migliorare trasporto pubblico". Lo fa soprattutto prendendo in considerazione un arco temporale compreso tra i cinque ed i dieci anni.

La portata innovativa del PUMS

"Il PUMS è strumento che offre una visione prospettica per la città del futuro. La novità importante – ha sottolineato l'assessora capitolina Linda Meleo - è che è stato creato dai cittadini per i cittadini". Da oltre 4100 proposte si è arrivati ad una scrematura che ha portato, infine, all'individuazione delle dieci idee progettuali più apprezzate. Ed anche questo rappresenta un fattore innovativo perchè "due anni e mezzo fa quando sono entrata in Dipartimento – ha ricordato Meleo –  non ho trovato neppure un progetto nuovo". Ora invece c'è la possibilità di mettere a frutto l'inventiva dei cittadini per crearne almeno una decina che però, nel corso della mattinata, non sono state approfondite.  E poi ci sono le opere invarianti.

La prorità: le sei opere invarianti

Accanto alla presentazione del PUMS infatti "abbiamo accelerato la progettazione di alcune opere" ha ricordato il presidente della Commissione mobilità Enrico Stefàno. Si tratta della Funivia Battistini-Torrevecchia-Casalotti Gra; della Funivia Magliana. Della Tramvia Largo Corrado Ricci- piazza Vittorio Emanuele II e di quelle previste a Tiburtina e Togliatti. Ma anche della linea Termini Tor Vergata. Per queste opere e per la fornitura di cinquanta tram, si punta a chiedere, a strettissimo giro, delle risorse al Ministero dei Trasporti.

Il cronoprogramma

A livello operativo, la strada da percorrere per arrivare alla progettazione delle varie opere è appena iniziata. Per il mese di dicembre è infatti prevista l'approvazione in giunta del "PUMS Volume 1" che prevede la formale richiesta dei fondi al MIT per i progetti invarianti. Poi sarà avviato, nel mese di gennaio, un percorso di partecipazione e sarà redatto un rapporto preliminare sulla Valutazione Ambientale Strategica. A quel punto ci sarà l'approvazione in giunta del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile al completo. La VAS proseguirà fino a luglio e solo allora passerà anche in Assemblea Capitolina, dove sarà possibile inserire eventuali ulteriori modifiche. I tempi non sono brevissimi.

Il compito del PUMS e la modalità operativa

"Sono quasi dieci mesi che sono usciti i dati del PUMS - ha obiettato l'architetto Paolo Arsena, promotore della Metrovia - la nostra proposta, che prevede di ricavare sei nuovi servizi metropolitane dalle ferrovie regionali, è stata la più votata. In che modo intendete procedere con l'approfondimento?". La domanda non è stata peregrina ed ha offerto la possibilità, all'amministrazione, di chiarire sia l'iter procedurale che un concetto di fondo. "Il PUMS più che rappresentare uno schema generale su come possono essere implementati i servizi non può fare. E' un piano, non è un progetto esecutivo dell'implementazione d'un modello di esercizio"ha chiarito l'ingegner Brinchi. Sulla modalità con cui si stanno seguendo le varie idee progettuali "devo ammettere che abbiamo proceduto in maniera un po' casuale - ha spiegato il consigliere Stefàno - ma i primi dieci progetti,dalla metro D al masteplan della ciclabilità,  li abbiamo quasi tutti ascoltati in commissione. Presto lo faremo anche con la Metrovia".  

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Commenti (3)

  • La metrovia è l'unica e vera chiave per riqualificare e riattivare un ciclo economico espansivo per questa città

    • Purtroppo la metrovia fa acqua da tutte le parti e crea rotture di carico insostenibili. L'unica via rimane quella della Linea C, della Linea E (Roma-Lido trasformata in metropolitana), della Linea F (la Roma-Nord trasformata in metropolitana), della Linea D, dei prolungamenti della Linea A oltre entrambi i capolinea, della Linea B oltre entrambi i capolinea, della Linea B1 (da innescare sulla Linea E), della Linea G (la Roma-Giardinetti da modernizzare e prolungare verso Tor Vergata), della chiusura dell'Anello Ferroviario. Questi sono i veri interventi chiave per riqualificare e riattivare un ciclo economico espansivo per Roma.

      • Purtroppo la metrovia fa acqua da tutte le parti e crea rotture di carico insostenibili.

        Esattamente, quali sarebbero le rotture di carico insostenibili introdotte da Metrovia? Non vi sono rotture di carico obbligate tra ferrovie regionali e nuove metropolitane di superficie, anzi le ferrovie regionali corrono o in parallelo o alternate alle linee di Metrovia. Forse lei è rimasto alla prima versione di due anni fa. Da allora vi è stata una profonda revisione progettuale. Approfondisca sul sito di Metrovia. Metrovia considera e auspica siano realizzati al più presto i prolungamenti delle metropolitane sotterranee: A/M1 a Torrevecchia, B/M2 a Casal Monastero, B1/M2 a Bufalotta-GRA, completamento della C/M3 fino a Clodio (e eventualmente fino a Gemelli anziché Farnesina). Oltre al prolungamento della Lido/M9 a Flamino attraverso il centro storico, e all'invito a valutare una diramazione della Nord/M8 da Campi Sportivi a seguire il tracciato nord-est della D, fino a Ojetti. La chiusura nord dell'anello Ferroviario è premessa necessaria per la realizzazione dell'intero sistema, che andrebbe completato da una vera rete di metrotranvie di superficie che lavori in sinergia, come rete di adduzione/distribuzione capillare ai nodi di scambio. E' una proposta per dotare di una vera rete di trasporto di massa in tempi brevi e a costi relativamente bassi.

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